Procedure di autenticazione delle copie

A differenza dai secoli precedenti, in cui le procedure di riproduzione in copia dei documenti erano demandate al singolo notaio, nella prima età comunale le copie da originale vennero in prevalenza autenticate mediante il ricorso, accanto al notaio esemplatore, di altri notai che fungevano da garanti della correttezza della copia eseguita dal loro collega. Si hanno quindi copie che presentano in calce, subito dopo la sottoscrizione in copia del rogatario dell'originale, una serie di tre o più sottoscrizioni dei notai responsabili della copia (si veda, per l'illustrazione di interessanti esempi veronesi di ambito ecclesiastico, VARANINI, Note sull'archivio del capitolo, p. XXXIII sgg.).

In età podestarile si andò affermando invece una procedura destinata a diventare rapidamente prevalente. Essa prevedeva che la copia fosse effettuata da un notaio che agiva come esecutore, e dunque alla stregua di pubblico funzionario, di un ordine impartitogli da una autorità giudiziaria. Tale autorità era costituita in genere da un magistrato comunale, il podestà o il suo giudice; non fu infrequente tuttavia, soprattutto in età più tarda, l'intervento in analoga funzione giudiziaria del vicario del vescovo.

Di particolare interesse, come testimonianza del prevalere nella considerazione dei teorici dell'ars notaria duecentesca del valore della copia eseguita in ambito giudiziario rispetto a quella dotata di sole autentiche notarili multiple, è il drastico giudizio espresso da Ranieri da Perugia. Nel capitolo «De exemplationibus scripturarum» della sua Ars notarie (Die Ars notariae des Rainerius Perusinus, pp. 65-68, cap. 67) osservava che l'autenticazione della copia di una scrittura notarile poteva essere effettuata in ambito giudiziario o fuori da esso. Tuttavia «si autoritas pretoris in huiusmodi exenplis non interveniat, nullam faciunt fidem ad probationem, nisi exenplar autenticum cum eis semper ostendatur» («qualora nelle copie di questo tipo non intervenga l'autorità del pretor - termine da intendere in genere come podestà - esse non ottengono forza di prova, a meno che la copia non venga esibita insieme con l'originale»). A questa netta presa di posizione seguiva una accurata descrizione della procedura di esecuzione della copia che qui si è detta 'ad autentiche notarili multiple' (cfr., per la successiva e molto simile posizione sulla teorica dell'exemplare e del reficere di Rolandino, SARTI, Publicare - Exemplare - Reficere, p. 648 sgg.; e va segnalato che in Rolandino si prevede anche per la copia in giudizio la compresenza di altri notai sottoscriventi insieme al notaio esemplatore, cosa che peraltro ebbe scarsi riflessi nella pratica documentaria, Summa totius artis notariae, pars. III, cap. X, f. 397r). Va detto però, a conclusione, che nella prassi notarile quotidiana di buona parte del Duecento copie con il ricorso esclusivo ad autentiche notarili multiple continuarono a essere eseguite e ad essere depositate negli archivi, dove spesso si trovano, a dire il vero, insieme con il loro originale.

Gian Giacomo Fissore - Antonio Olivieri

Bibliografia

  • Die Ars notariae des Rainerius Perusinus, herausgegeben von L. WARMUND, Innsbruck 1917 (Quellen zur Geschichte des römisch-kanonischen Prozeses im Mittelalter, III/II) (ediz. anastatica Aalen 1962).
  • G. NICOLAJ, "Originale, authenticum, publicum": una sciarada per il documento diplomatico, in Charters, Cartularies, and Archives: The Preservations and Transmission of Documents in the Medievale West, Proceedings of a Colloquium of the Commission Internationale de Diplomatique (Princeton and New York, 16-18 Septembre 1999), ed. by ADAM J. KOSTO and ANDERS WINROTH, Toronto 2002, pp. 8-21 [Disponibile anche on line: Scrineum - Biblioteca, http://scrineum.unipv.it/biblioteca/nicolaj2.html]
  • N. SARTI, Publicare - Exemplare - Reficere. Il documento notarile nella teoria e nella prassi nel XIII secolo, in Rolandino e l'ars notaria da Bologna all'Europa, Atti del Convegno internazionale di studi storici sulla figura e l'opera di Rolandino (Bologna, 9-10 ottobre 2000), a cura di G. TAMBA, Milano 2002, pp. 611-665
  • L. SINISI, Alle origini del notariato latino: la Summa Rolandina come modello di formulario notarile, in Rolandino e l'ars notaria da Bologna all'Europa, Atti del Convegno internazionale di studi storici sulla figura e l'opera di Rolandino (Bologna, 9-10 ottobre 2000), a cura di G. TAMBA, Milano 2002, pp. 163-233.
  • Summa totius artis notariae Rolandini Rodulphini Bononiensis..., Venetiis MDXLVI.
  • G. M. VARANINI, Note sull'archivio del capitolo della cattedrale di Verona fra XII e XIII secolo, saggio introduttivo a Le carte del capitolo della cattedrale di Verona, II (1152-1183), a cura di E. LANZA, Roma 2006.