Libri iurium

I libri iurium, in particolare quelli comunali, costituiscono uno dei prodotti più significativi della struttura documentaria in forma di libro: per le caratteristiche generali e la metodologia di analisi si rinvia pertanto all'introduzione generale alla sezione "Documenti su libro", soffermando in questa sede l'attenzione solo sulle peculiarità, soprattutto quelle contenutistiche e tipologiche.

Negli archivi di molte città italiane, accanto a cartolari e manuali notarili, sono conservate raccolte documentarie in libro realizzate in epoca comunale o signorile, oggi chiamate libri iurium, definite dai contemporanei libri o registri comunis o instrumentorum, pactorum oppure cartularium, memoriale, instrumentarum, o ancora liber rubeus, viridis, crucis, registrum magnum, parvum, vetus, antiquum, biscioni, ecc. (denominazioni, queste ultime, legate a particolari caratteristiche della legatura, alle dimensioni o ad altri caratteri estrinseci) o con diversi nomi legati a situazioni locali Caleffi (Siena), Margarite (Viterbo).

Le caratteristiche che permettono di individuarli e definirli come tali si riducono sostanzialmente a una sola: il contenuto, strettamente collegato alle finalità, sia a quelle di ordine pratico - pericolo di dispersione e di deterioramento, più agevole consultazione -, sia e soprattutto a quelle ideali.

Sotto questo aspetto i libri iurium sono quindi quelle raccolte nelle quali i comuni hanno voluto inserire quei documenti che rappresentavano - come sottolinea Pietro Torelli - " le prove scritte delle ragioni formali o giuridiche della vita del Comune, dei rapporti col di fuori, dei diritti sul territorio dipendente".

La definizione di Torelli evidenzia verso quali temi si appuntasse l'interesse delle autorità cittadine intese a salvaguardare, garantire e soprattutto a giustificare giuridicamente l'esistenza del comune, privilegiando quelli che meglio rispondevano alla realtà politica del momento, ed escludendone a volte altri che, pur di determinante importanza storica, non producevano più effetti giuridici, perché scaduti (in particolar modo, i trattati limitati nel tempo), perché superati da altri oppure perché, soprattutto per quelli che comportavano imposizioni onerose, nuove circostanze ed eventi straordinari potevano alimentare la speranza di limitarne, se non annullarne, la portata.

Nei libri iurium si trovano quindi privilegi e lettere papali, diplomi imperiali, trattati e documenti che riguardano i rapporti del comune con altri comuni e città e con i territori da esso dipendenti, atti quindi relativi per così dire alla politica estera, documenti riguardanti il funzionamento e l'organizzazione interna del comune stesso, in qualche caso brani statutari, evenienza quest'ultima, che ha fatto ipotizzare che almeno alcune delle più antiche raccolte, delle quali in molti casi abbiamo solo notizia, contenessero indistintamente documenti e disposizioni statutarie, a sottolineare ancora di più l'esigenza di conservare e ribadire, attraverso queste raccolte, i fondamenti giuridici dell'esistenza e della vita dei comuni.

Naturalmente in ogni singola esperienza si potranno cogliere caratteristiche peculiari derivanti da interessi contingenti nei confronti di argomenti che, rappresentando motivi di particolare rilievo per la vita di quel particolare comune, possono determinare il prevalere di particolari tematiche o addirittura la realizzazione di registri monotematici che talvolta fanno parte, insieme ad altre raccolte, di un unico liber ideale, mentre la divisione in più registri parrebbe dovuta solo a ragioni di ordine pratico.

Antonella Rovere

Bibliografia

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