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Donazione

1192 luglio, <Arles>, in domo Guglielme Rainoarde

Guglielma Rainarda dona a Pellegrina e al marito Pietro Stefano i diritti che detiene in Bosco Comitale, riservandosene l'usufrutto.

Originale [A], Archives Départementales Bouches du Rhône, 3G4, n. 325.

Nel verso, di mano del secolo XV: "Non registrata quia nullius valoris". Di mano del secolo XVIII: "1192, Donacion facte par Guillaumette Regnaude à Pelegrine sa cousine du droit qu'elle avoit au Bois comital".

La pergamena misura circa cm. 175 x 130. Inchiostro nero.

Testo

Presentibus clarescat et posteris quod sicut carte presentis testatur auctoritas. Anno ab incarnatione Domini MCXCII, mense iulii, Henrico Romanorum imperatore regnante. Ego Guillelma Rainarda, bona fide et sine dolo, dono et titulo mere et perfecte donationis in perpetuum inrevocabiliter trado tibi Pellegrine, consaguinee mee, et tibi Petro Stephano, marito eiusdem, et successoribus vestris, et quibus quacumque alienationis specie concedere volueritis, retento michi usufructu dum vixero, omne illud ius quod habeo vel habere debeo in Bosco Comitali; et me numquam decetero contra hanc donationem aliqua racione ventura, nec controversiam seu litem moturam per stipulationem promitto. Factum fuit in domo eiusdem Guillelme Rainoarde, in presentia consulum, scilicet Bartolomei et Poncii Raimundi, qui rogatu predicte Guillelme Rainoarde inde cartam fieri et sigillo consulum muniri preceperunt. Huius rei sunt testes rogati Iaufredus Arlatani, Poncius Aicardi, Petrus Stephani Bocherii, Petrus de Borriano, Thomasus, Iaufredus Macellarii, Guiraldus Garnerii, Petrus Stephani de Telliano, Petrus de Bezsano, Bulgarellus, Guillelmus de Alesto, Petrus Godafredus, Bertrandus Tabueis, Petrus Alvernico, Bertrandus Garnerius, Petrus Godafredus, Petrus de [Lodeva. Et ego Vincencius, consulum notarius, qui hec scripsi] (Signum).

Traduzione

Sia noto ai contemporanei e ai posteri che così attesta l'autorità della presente carta. Nell'anno dell'incarnazione del Signore 1192, nel mese di luglio, regnante Enrico, imperatore dei Romani. Io Guglielma Rainarda, in buona fede e senza alcuna intenzione disonesta, dono e consegno a titolo di donazione mera e integrale in perpetua proprietà e irrevocabilmente a te Pellegrina, mia consanguinea, e a te Piero Stefano, suo marito, e ai vostri successori e a chiunque vogliate concedere sotto qualsiasi forma di alienazione, riservandomi l'usufrutto finchè vivrò, ogni diritto che ho o che devo avere nel Bosco Comitale; e prometto solennemente di non muovere controversia o lite contro questa donazione per nessuna ragione futura. Ciò è stato fatto nell'abitazione della suddetta Guglielma Rainarda, in presenza dei consoli, ovvero Bartolomeo e Ponzio di Raimondo, che sollecitati dalla suddetta Guglielma Rainarda hanno disposto di redigere il documento e di munirlo del sigillo dei consoli. Di questa donazione sono stati chiamati in qualità di testimoni Goffredo di Arlatano, Ponzio di Aicardo, Pietro di Stefano Bocherio, Pietro da Borriano, Tommaso, Goffredo di Macellario, Guiraldo di Garnerio, Pietro di Stefano da Telliano, Pietro da Bezsano, Bulgarello, Guglielmo da Alesto, Pietro Godafredo, Bertrando Tabueis, Pietro Alvernico, Bertrando Garnerio, Pietro Godafredo, Pietro da Lodeva. E io Vincenzo, notaio dei consoli, che ho scritto questo (Segno).

Commento

Ad Arles, diversamente da quanto avviene in altri centri del Midi francese, già nelle fasi iniziali della vita del comune i consoli esercitano un costante controllo sulla produzione documentaria. La donazione del 1192, conformemente alla documentazione coeva, mette in luce questo aspetto in modo esemplare. La struttura del documento, con data cronica - limitata all'anno e al mese, ma con riferimento all'imperatore regnante - dispositivo, clausola accessoria, data topica, riferimento alla presenza dei consoli, elenco dei testimoni e sottoscrizione notarile, si allinea, pur nella sua essenzialità, senza alcuna variante di rilievo alla tipologia degli atti di compravendita (vedi vendita del 1201 stipulata ad Arles) e donazione della fine del XII e dell'inizio del secolo XIII.

Al di là della donazione in sé, è interessante sottolineare il ruolo dei consoli nella redazione e nell'autenticazione dei documenti e la posizione, ancora debole del notariato locale. Almeno fino agli anni '20 del secolo XIII, l'auctoritas notarile non ha ancora raggiunto la pienezza della capacità certificatoria, essendo le modalità di convalidazione del documento affidate a elementi esterni. Nella bassa Provenza, infatti, tali modalità consistono sostanzialmente nell'apposizione da parte del notaio del sigillo dei consoli i quali, pur in numero variabile, partecipano anche all'azione giuridica, accompagnando così il notaio sia nella fase dell'actio, sia nella scriptio.
Ciò assume una particolare rilevanza proprio perché si tratta, come è evidente, non di atti pubblici, bensì di contratti di natura privata; si consideri che, tra il 1185 e il 1218, per gli oltre 190 atti di natura contrattuale disponibili, la presenza dei consoli è attestata nel 60% circa dei casi, anche in quelli in cui non è direttamente coinvolto il comune.
Non è però questa la situazione della donazione in oggetto perché risulta che "in Bosco Comitale" detengono importanti porzioni sia il comune di Arles, sia l'arcivescovo, sia il conte di Provenza.

Il redattore Vincenzo, notaio tra i più attivi ad Arles, - attestato in città per una trentina di anni, tra il 1185 e il 1212, dove redige più di settanta contratti - sembra avere compiti quasi esclusivamente redazionali. La qualifica di notarius consulum, esibita ininterrottamente anche quando opera in ambito privato, salvo qualche rara eccezione, esprime tuttavia un forte legame e un rapporto di stretta dipendenza dalla magistratura comunale.
Merita sottolineare il diverso atteggiamento tenuto dai notai che lavorano presso la sede arcivescovile i quali non sempre avvertono la necessità di esplicitare il rapporto con l'autorità. Questa distinzione sembra caricarsi di un significato ideologico e propagandistico e rientra in una logica di competizione politica, in un momento in cui il comune diviene uno dei soggetti preminenti all'interno della città.

Edizione, traduzione, commento: Simone Balossino

Revisione redazionale e codifica: Gianmarco De Angelis