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Donazione

1192 luglio <Arles>, in domo Guglielme Rainoarde

Presentibus clarescat et posteris quod sicut carte presentis testatur auctoritas. Anno ab incarnatione Domini MCXCII, mense iulii, Henrico Romanorum imperatore regnante. Ego Guillelma Rainarda, bona fide et sine dolo, dono et titulo mere et perfecte donationis in perpetuum inrevocabiliter trado tibi Pellegrine, consaguinee mee, et tibi Petro Stephano, marito eiusdem, et successoribus vestris, et quibus quacumque alienationis specie concedere volueritis, retento michi usufructu dum vixero, omne illud ius quod habeo vel habere debeo in Bosco Comitali; et me numquam decetero contra hanc donationem aliqua racione ventura, nec controversiam seu litem moturam per stipulationem promitto. Factum fuit in domo eiusdem Guillelme Rainoarde, in presentia consulum, scilicet Bartolomei et Poncii Raimundi, qui rogatu predicte Guillelme Rainoarde inde cartam fieri et sigillo consulum muniri preceperunt. Huius rei sunt testes rogati Iaufredus Arlatani, Poncius Aicardi, Petrus Stephani Bocherii, Petrus de Borriano, Thomasus, Iaufredus Macellarii, Guiraldus Garnerii, Petrus Stephani de Telliano, Petrus de Bezsano, Bulgarellus, Guillelmus de Alesto, Petrus Godafredus, Bertrandus Tabueis, Petrus Alvernico, Bertrandus Garnerius, Petrus Godafredus, Petrus de [Lodeva. Et ego Vincencius, consulum notarius, qui hec scripsi] (Signum).

Sia noto ai contemporanei e ai posteri che così attesta l'autorità della presente carta. Nell'anno dell'incarnazione del Signore 1192, nel mese di luglio, regnante Enrico, imperatore dei Romani. Io Guglielma Rainarda, in buona fede e senza alcuna intenzione disonesta, dono e consegno a titolo di donazione mera e integrale in perpetua proprietà e irrevocabilmente a te Pellegrina, mia consanguinea, e a te Piero Stefano, suo marito, e ai vostri successori e a chiunque vogliate concedere sotto qualsiasi forma di alienazione, riservandomi l'usufrutto finchè vivrò, ogni diritto che ho o che devo avere nel Bosco Comitale; e prometto solennemente di non muovere controversia o lite contro questa donazione per nessuna ragione futura. Ciò è stato fatto nell'abitazione della suddetta Guglielma Rainarda, in presenza dei consoli, ovvero Bartolomeo e Ponzio di Raimondo, che sollecitati dalla suddetta Guglielma Rainarda hanno disposto di redigere il documento e di munirlo del sigillo dei consoli. Di questa donazione sono stati chiamati in qualità di testimoni Goffredo di Arlatano, Ponzio di Aicardo, Pietro di Stefano Bocherio, Pietro da Borriano, Tommaso, Goffredo di Macellario, Guiraldo di Garnerio, Pietro di Stefano da Telliano, Pietro da Bezsano, Bulgarello, Guglielmo da Alesto, Pietro Godafredo, Bertrando Tabueis, Pietro Alvernico, Bertrando Garnerio, Pietro Godafredo, Pietro da Lodeva. E io Vincenzo, notaio dei consoli, che ho scritto questo (Segno).