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Mandato di redazione in mundum a scriba comunale

1212 febbraio 5 Asti, super solarium Ypolitorum

[(ST)] Anno Domini millesimo ducentesimo duodecimo, indicione quintadecima, die dominico q[uint]o intrantis februarii. Dominus Bonefacius de Gorino, iudex domini Ugonis de Careto potestatis Astensis, presente Iacobo Boviculo, Uberto de Maretto et Iacobo de Fosato, super solarium Ypolitorum precepit mihi Rufino Aranchabosco notario ut facerem et complerem omnes cartas confessionis et possessionis mihi preceptas scribi in cartulario a domino Guidone Battigella iudice domini Guillelmi Embriaci potestatis Astensis quondam infra mensem exitus sui regiminis in quo non poterat iubere fieri cartas obstante capitulo et similiter mihi fieri preceptas per iudices vicem eius gerentes; quarum una hec est:

"Confessus fuit dominus Guillelmus Cacayranus iudex gerens [vic]em et in nomine domini Guidonis iudicis quod per Mainfredum nuncium comunis pos[uerat...] (a) nepotem Biolii nomine ipsius Biolii in possessionem omnium rerum Oberti Albalengi [con]dam et filiorum eius pro libris decem octo quas Petrus Albalengus nomine illorum [confess]us fuit coram predicto domino Vilie1mo iudice predictum Obertum patrem [suum re]cepisse et habuisse de usura et pro usura [ ... ] (b) Biolii et [ ... ] (c) ipsius Biolii et fil[iorum eius ... ]" (d).

Et ego Rufinus [Arancha]boscus notarius palatinus iussu predicti domini Bonefacii iudicis scripsi.

(a) caduta del testo per mm 10

(b) caduta del testo per mm 7

(c) caduta del testo per mm 5

(d) caduta del testo per mm 50

(Segno del notaio) Nell'anno del Signore 1212, indizione quindicesima, domenica 5 febbraio.
Il dominus Bonifacio de Gorino, giudice del dominus Ugo del Carretto podestà di Asti, sulla balconata della casa degli Ippoliti, alla presenza di Giacomo Bovicolo <notaio del comune>, Uberto da Maretto e Giacomo de Fossato, ordinò a me Rufino Aranchaboscus notaio di produrre in mundum tutte i documenti di dicharazione giudiziaria e di immissione in possesso (carte confessionis et possessionis) che mi erano state ordinate di scrivere nel protocollo dal dominus Guido Battigella giudice del dominus Guglielmo Embriaco già podestà di Asti durante l'ultimo mese del suo mandato, mese in cui non poteva ordinare di produrre istrumenti per il disposto statutario che gli vietava di far redigere atti di quel genere nel periodo finale dell'incarico; nonché tutte le carte ordinatemi dagli altri giudici suoi vicari. Una di queste è la seguente:

"Il dominus Guglielmo Cacayranus giudice vicario di dominus Guido <Battigella> giudice certifica di aver immesso, per il tramite di Manfredo nunzio del comune, un nipote di un certo Biolius, a nome di detto Biolius, nel possesso di tutti i beni del fu Oberto Albalengo e dei suoi figli, a risarcimento della somma di diciotto lire che uno dei figli, Pietro Albalengo, a nome di tutti, aveva confessato che il padre Oberto aveva ottenuto de usura et pro usura a danno di Biolius e dei suoi figli."

E io Rufino Aranchaboscus notaio palatino per ordine del detto dominus Bonifacio giudice ho scritto.