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Provvisione

1293 gennaio 18 Firenze

/12r/ [VIII] De pena popularis per magnatem offensi vel iniuriati, non denunciantis iniuriam, vel offensam. Rubrica (a).

Item provisum et ordinatum est quod, in omnibus et singulis supradictis casibus, quilibet qui offenderetur, teneatur et debeat denuntiare domino potestati (b) ea que ad ipsius offitium spectant, et domino defensori ea que ad suum offitium pertinent; videlicet, filius vel filii mortui seu occisi, si maior vel maiores fuerint XIIII (c) annis; vel si minores essent, eorum tutores, et si tutores non haberent, eorum fratres, et si fratres non haberent, eorum propinqui, infra tertiam diem post commissum maleficium in civitate Florentie; si vero commissum fuerit in comitatu, infra decem (d) dies, sub pena librarum centum florenorum parvorum, per dominum (e) potestatem vel capitaneum auferenda ei qui contra fecerit. Et si viveret vulneratus vel offensus in persona, teneatur denuntiare seu denuntiari facere potestati iniuriam sibi factam infra (f) tertiam diem, si offensus vel vulneratus fuerit in civitate, burgis vel subburgis civitatis Florentie (g), si vero in comitatu infra decem dies, sub pena librarum L f. p., eidem per dominum potestatem auferenda, et quotiens. Illi vero quibus iniuria, violentia seu molestia illate essent in possessionibus, domibus seu terris, seu eorum laboratoribus (h), inquilinis seu colonis, teneantur (i) denuntiare domino defensori infra XV dies post talem iniuriam et violentiam et molestiam (j) factam sive illatam, sub pena librarum L f. p., eidem qui contra fecerit per dominum capitaneum aufereuda. Et nichilominus predicta omnia et singula malleficia predicti domini potestas et capitaneus teneantur inquirere et investigare et punire eorum arbitrio, ut predictum est.

(a) Il titolo della rubrica è scritto nel margine superiore della carta.

(b) Segue in depennato.

(c) XIIII corretto nell'interlineo superiore su duodecim depennato.

(d) decem corretto nell'interlineo superiore su quindecim depennato.

(e) Segue capitaneum auf- depennato.

(f) B in.

(g) Segue sub depennato.

(h) laboratoribus corretto da laboribus aggiungendo -rto- nell'interlineo superiore.

(i) B teneatur.

(j) Segue sibi depennato.

È qui riportata la rubrica De pena popularis per magnatem offensi vel iniuriati non denunciantis iniuriam vel offensam del testo degli Ordinamenti di giustizia approvato dai consigli del comune di Firenze il 18 gennaio 1293.

Essa compare come ottava dopo un primo nucleo di rubriche dedicate agli organismi di "popolo" rifondati proprio sulla base degli Ordinamenti (le arti, i loro priori, il gonfaloniere di giustizia, etc.) e tre rubriche che definiscono le pene comminate ai magnati per i loro comportamenti di violenza e di vessazione nei confronti dei popolani (per la prima, la principale, cfr. V.1.1).

L'ordine del testo procede infatti per nuclei tematici omogenei. La rubrica qui commentata è la prima di due intese a fronteggiare le intimidazioni e le costrizioni cui i magnati obbligavano i popolani dopo avere commesso violenza o dopo essere stati condannati, come nella rubrica seguente (la IX: De accapto non faciendo per aliquem magnatem condempnatum, ovvero la colletta forzosa di denaro spesso imposta con la forza non solo ai propri clienti ma anche ai popolani del proprio vicinato per pagare la condanna).

I popolani oggetto di offese da parte dei magnati potevano essere indotti a rinunciare alla denuncia giudiziaria principalmente per due motivi: perché intimiditi, spesso in modo esplicito, dagli stessi offensori, che minacciavano ritorsioni e violenze ulteriori in caso di azione rivolta ai tribunali; o perché compensati da offerte economiche (in denaro, in beni, etc.) da parte dei magnati intese a risarcire l'offesa inferta e a ricomporre i legami sociali. In più di un caso è probabile che intimidazione e risarcimento andassero insieme. Si tratta, peraltro, di pratiche che non lasciarono traccia - se non, appunto, indiretta - nella documentazione.

La norma dispone l'obbligo per i popolani di denunciare le violenze subite dai magnati presso i tribunali del podestà o del capitano del "popolo" (che nel 1293 teneva il titolo di "defensor artium et artificum et conservator pacis civitatis Florentie" accanto alla dizione di "capitaneus populi et communis", e qui appunto indicato anche come "Defensor"). In caso di morte, l'obbligo di denuncia spetta ai figli, anche minori (attraverso i tutori), o ai fratelli o ai consanguinei; in caso di ferite l'obbligo spetta direttamente alla vittima; in caso di molestie al patrimonio o ai lavoratori e affittuari l'obbligo spetta alla parte offesa. Sono indicati sia i termini temporali di denuncia (variabili in funzione della qualità dell'ingiuria e della residenza della vittima) sia l'ammontare delle sanzioni in caso di inadempienza all'obbligo di denuncia.