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Provvisione

1295 luglio 6 Firenze

/13v/ [XII] DE PENA POPULARIS PER MAGNATEM OFFENSI VEL INIURIATI NON DENUNTIANTIS INIURIAM VEL OFFENSAM.
Item provisum et ordinatum est quod, in omnibus et singulis supradictis casibus, quilibet qui offenderetur teneatur et debeat denuntiare domino potestati ea que ad ipsius offitium spectant et domino defensori ea que ad suum offitium pertinent, videlicet filius vel filii mortui seu occisi si maior vel maiores fuerint quattuordecim annis, vel si minores essent eorum tutores, et si tutores non haberent eorum fratres, et si fratres non haberent eorum propinqui, infra tertiam diem post commissum mallefitium in civitate Florentie; si vero commissum fuerit in comitatu, infra decem dies, sub pena librarum centum f. p. per dominum potestatem vel capitaneum auferenda ei qui contra fecerit. Et si viveret vulneratus vel offensus in persona, teneatur denuntiare seu denuntiari facere potestati iniuriam sibi factam infra tertiam diem, si offensus vel vulneratus fuerit in civitate, burgis vel suburgis civitatis Florentie, si vero in comitatu infra decem dies, sub pena librarum quinquaginta f. p. eidem per dominum potestatem auferenda et quotiens. Illi vero quibus iniuria, violentia seu molestia illate essent in possessionibus, domibus seu terris seu eorum laboratoribus, inquilinis seu colonis, teneantur denuntiare domino defensori infra quindecim dies post talem iniuriam et violentiam et molestiam factam sive illatam, sub pena librarum quinquaginta f. p. eidem qui contra fecerit per dominum (a) capitaneum auferenda. Et nichilominus predicta omnia et singula mallefitia predicti domini potestas et capitaneus teneantur inquirere et investigare et punire eorum arbitrio, ut predictum est.

(a) Segue per dominum ripetuto.

Ancora provveduto e statuto è che, in tutti e in ciascuno dei casi sopradetti, chiunque fosse offeso sia tenuto e debba denunciare al messer Podestà quelle cose che spettano al suo ufficio, e al messer Difensore quelle cose che sono di pertinenza del suo ufficio; vale a dire, il figlio ovvero i figli del morto o dell'ucciso, se maggiore ovvero maggiori fossero di 14 anni; nel caso fossero minori l'obbligo spetti ai loro tutori e, se non avessero tutori, ai loro fratelli, e se non avessero fratelli, ai loro consanguinei; entro tre giorni se il maleficio fosse stato commesso nella città di Firenze, entro dieci se commesso in contado; a pena di lire cento di fiorini piccoli da riscuotere da parte del messer Podestà o Capitano da colui che contravvenisse. Se il ferito o l'offeso fosse vivo, sia egli tenuto a denunziare personalmente ovvero a fare denunziare al Podestà l'ingiuria subita, entro tre giorni se l'offeso o il ferito fosse stato in città, nei borghi o nei sobborghi della città di Firenze; entro dieci giorni, invece, nel contado, a pena di lire cinquanta di fiorini piccoli riscossi dal Podestà, e per quante volte. Coloro altresì ai quali l'ingiuria, la violenza o la molestia fossero fatte nei possessi, nelle case o nelle terre, ovvero ai loro lavoratori, inquilini o coloni, siano tenuti a denunciare al messer Difensore entro 15 giorni da quando tale ingiuria, violenza o molestia fosse stata fatta o data; a pena di lire cinquanta di fiorini piccoli da riscuotere da parte del messer Podestà o Capitano da colui che contravvenisse. Nondimeno, tutti e ciascun dei malefici predetti, i predetti messeri Podestà e Capitano siano tenuti a cercare, trovare e punire secondo il loro arbitrio, così come è stato detto.