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Provvisioni

1304 aprile 19 Firenze

[12r] Ad honorem laudem et reverentiam omnipotentis Dei et beate virginis Marie matris sue et beati Iohannnis Baptiste et sancte Reparate et sancti Çanobii sub quorum vocabulo et patrocinio Florentie civitas regitur et feliciter gubernatur, et aliorum sanctorum et sanctarum Dei; nec non ad reverentiam et honorem sacrosante romane Ecclesie et santissimi patris domini Benedicti Summi Pontificis, et reverendissimi patris domini fratris Niccholai hostiensis et velletrensis episcopi cardinalis apostolice sedis legati et in provincia Tuscie paciari; et ad honorem et exaltationem et fortificationem et augmentum regiminum domini Potestatis et domini Defensoris et Capitanei et officii dominorum Priorum artium et Vexilliferi iustitie, nec non ad veram et perpetuam concordiam, et unionem, et conservationem, et incrementum pacifici et tranquilli status artificum et artium et civium popularium et etiam totius Populi et Comunis civitatis Florentie et districtus.
Hec sunt ordinamenta et provisiones et decreta facta et edita per sapientes et bonos viros populares ad hoc specialiter deputatos pro Comuni Florentie, tempore regiminum nobilium et potentium militum domini Manni de la Branca Potestatis, et domini Iohannis Francisci de Capite Pontis de Padua Capitanei et Defensoris civitatis Florentie, sub anno domini millesimo trecentesimo quarto de mense aprelis, indictione secunda.

[16v] (...) Rubrica quod nullus popularis trahat ad domum alicuius magnatis. Item, quod nullus de popularibus vel societatibus predictis vel aliquis alius undecumque et qualitercumque sit audeat vel presummat trahere vel ire ad domum alicuius magnatis, tempore alicuius rumoris vel cum ei convenire vel stare, sub pena arbitrio domini Capitanei auferenda et imponenda in personis et rebus, inspecta qualitate et conditione persone. Et quod nullus [17r] de (a) comitatu vel districtu Florentie debeat trahere esse ire vel stare cum armis vel sine armis tempore talis rumoris ad domum alicuius magnatis vel cum aliquo magnate, sub pena admissionis pedis, nec etiam ad civitatem Florentie trahere vel venire, sub pena librarum ducentarum florenorum parvorum. Et in predictis dominus Capitaneus et Defensor habeat arbitrium inquirendi, procedendi et condempnandi secrete et palam, prout sibi videbitur convenire.

(...) Rubrica quod magnates tempore rumoris non separent se ab eorum domibus. Item, quod nullus de magnatibus, tempore alicuius rumoris cuius occasione coadunarentur dicte societates modo predicto, possit vel debeat separare vel removere, armatus vel in armis, a domo sua, curia vel porticu, sine spetiali mandato predictorum dominorum sub pena in persona et rebus contrafacienti ad dictorum dominorum et cuilibet eorum arbitrium imponenda et auferenda.

(a) de ripetuto

Ad onore, lode e reverenza di Dio onnipotente, e della beata vergine Maria madre sua, e del beato Giovanni Battista e di santa Reparata e di san Zanobi, nel nome e sotto il patrocinio dei quali la città di Firenze è retta e governata felicemente, e degli altri santi e sante di Dio; e a riverenze e onore della Santa Romana Chiesa, e del santissimo padre messer Benedetto Sommo Pontefice, e del reverendissimo padre messer frate Niccolò, vescovo cardinale di Ostia e Velletri, legato della sede apostolica e paciaro nella provincia di Toscana; e a onore ed esaltazione e fortificazione e aumento del reggimento del messer Podestà e del messer Difensore e Capitano e dell'ufficio dei signori Priori delle arti e del Gonfaloniere di giustizia, e a per una vera e perpetua concordia e unione e conservazione e incremento del pacifico e tranquillo stato degli artigiani e delle arti e dei cittadini popolani, e anche di tutto il Popolo e Comune della città e distretto di Firenze. Questi sono gli ordinamenti e provvisioni stabiliti, fatti e pubblicati dai sapienti buonuomini popolani a ciò espressamente deputati per il Comune di Firenze al tempo del reggimento dei nobili e potenti cavalieri messer Manno della Branca Podestà, e messer Giovanni di Francesco del Capodiponte da Padova Capitano e Difensore della città di Firenze, nell'anno del Signore 1304, nel mese di aprile, seconda indizione.

(...) Nessun popolano si diriga presso la casa di alcun magnate, rubrica. Ancora, che nessun popolano o membro delle società predette, o altro di qualsiasi condizione o provenienza, osi o presuma di dirigersi o andare presso la casa di alcun magnate durante una sommossa, o con lui accompagnarsi o stare; la pena dovrà essere imposta e riscossa ad arbitrio del messer Capitano nelle persone e nelle cose, tenuto conto del tipo e della condizione della persona. E che nessuno [17r] del contado o distretto di Firenze debba dirigersi, accostarsi, essere, andare o stare, in armi o senza, durante tale sommossa presso la casa di alcun magnate o con alcun magnate, sotto pena dell'amputazione del piede, né arrivare o venire nella città di Firenze, sotto pena di 200 lire di fiorini piccoli. E nelle predette cose il messer Capitano e Difensore abbia la facoltà di investigare, di procedere e di condannare segretamente e palesemente, come a lui sembrerà conveniente.

(...) I magnati non vadano via dalle proprie case durante una sommossa, rubrica. Ancora, che nessun magnate durante una sommossa per cui si radunino le dette società nel predetto modo possa o debba andar via o uscire equipaggiato alla battaglia o in armi dalla sua casa, corte o portico senza un permesso speciale dei predetti signori; la pena verrà imposta e riscossa al contravventore nella persone e nelle cose ad arbitrio dei detti signori e di ciascuno di loro.