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Registrazioni delle votazioni delle sedute dei consigli del comune

1315 febbraio 3 e 8, Firenze

Registrazione delle votazioni di approvazione della provvisione del 3 febbraio 1315 sulla proroga dell'obbligo da parte dei magnati di dare cauzione finanziaria ("sodamento") del proprio comportamento.

Firenze, Archivio di Stato, Libri Fabarum 10.

Cart.; ff. III+I, 108, III'; bianco il f. 108; numerazione del sec. XIV in cifre arabe (del sec. XX, a lapis, per il f. 108; ai ff. 5, 21, 101 sono stati aggiunti degli allegati, numerati come bis); 116 (ff. 1-16), 214, 316, 417, 512, 617, 714 (il fascicolo 4 è un otterno con un foglio aggiunto; il fascicolo 6 è un noverno privo del diciottesimo foglio); ff. 1-16, 328 × 255, ff. 17-78, 325 × 244, ff. 79-94, 324 × 235, ff. 95-108, 325 × 247; rigatura a secco.

Legatura (successiva al restauro operato nel 1974) in cartone telato con costola in pergamena.
Contiene: i verbali delle sedute dei Consigli fiorentini per il periodo 25 marzo 1311 - 22 febbraio 1314.
Scritto da più mani del sex. XIV; vi sono numerose note marginali e rimandi ad altre serie archivistiche, in parte perdute; il testo relativo ad alcune sedute è depennato con segni trasversali. Sul foglio di guardia originale si legge, di mano forse del sec. XVIII: Partiti del Consiglio detti Fabarum dal 1311 al 1314.

Testo

[102r] Die III februarii (a).

In Consilio Centum virorum in pallatio Populi congregato, dominus Iohannes de Grimaldis, iudex et collateralis assessor domini Vicarii, presentibus Prioribus et Vexillifero absente, infrascripta proposuit.
(...) Item (b), provisionem factam super satisdationibus magnatum (c) et (d) super salario approbatorum.
[102v] (...) Dominus Vannes Benini consuluit secundum propositiones, salvo quod super propositionibus que tangunt circa factum ser Bonfilgli supersedeatur.
Ser Medicus Aliocti consuluit secundum propositiones.
Factis partitis per dictum iudicem ad pissides et palloctas (...).
[103r] Super (e) facto fideiussionum magnatum et salario (f) approbatorum placuit LXXVIIII, noluerunt III.

(...) Eodem die, loco et testibus.

In Consilio Speciali domini Capitanei Populi florentini et Capitudinum XII maiorum artium civitatis Florentie proposuit predictus dominus Iohannes de Grimaldis, iudex et collateralis assessor predicti domini Vicarii, omnia singula suprascripta, presentibus Prioribus et absente Vexillifero.
Banchinus filius Nerli consuluit secundum propositiones.
Factis partitis per dictum iudicem (...).
[103v] Super (g) facto fideiussionum mangnatum placuit LXVIII, noluerunt IIII.

(...) Eodem die, loco et testibus.

In Consilio Generali et Speciali domini Capitanei et Populi et Capitudinum XII maiorum artium dictus dominus Iohannes, iudex et assessor predicti domini Vicarii, presentibus Prioribus (h), proposuit omnia suprascripta.
Fuccius Amadoris consuluit secundum propositiones predictas.
Factis et revolutis partitis per predictum dominum Iohannem particulariter, super qualibet propositione per se, ad sedendum et levandum, placuit quasi omnibus secundum propositiones iamdictas.
Presentibus testibus domino Alberto Rosonis.

(...) [104v] Die VIII mensis februarii.

In Consilio Generali CCC et Speciali LXXXX virorum Comunis Florentie et Capitudinum, in pallatio Comunis congregato, presentibus Prioribus et Vexillifero, ser Guascus Nardi, notarius exitus Camere, proposuit infrascripta.
Presentibus testibus dominis Iohanne Angelocti, Loyno de Carmignano iudicibus, civibus florentinis, et Becto Corsi, precone dicti Comunis.
Magister Andreas medicus consuluit secundum propositiones predictas.
Factis partitis ad pissides et palloctas, primo: super provisione facta super sodamento magnatum placuit CCCXXXV, noluerunt XXI.

(a) Segue: in quaterno bambacino signato per D et per G et in folio signato per R et per M

(b) Sul margine sinistro: G depennato, M.

(c) Segue: et super salario approbatorum depennato.

(d) Sul margine sinistro: G.

(e) Sul margine sinistro, di mano del sec. XX a lapis: 3.

(f) Segue: de salario depennato.

(g) Sul margine sinistro, di mano del sec. XX a lapis: 3.

(h) Segue: et Vexillifero depennato.

Traduzione

3 febbraio.

Nel Consiglio dei Cento riunito nel palazzo del Popolo, messer Giovanni dei Grimaldi, giudice e assistente principale del messer Vicario, alla presenza dei Priori e in assenza del Gonfaloniere, ha presentato le infrascritte proposte di legge.
(...) Ancora, la provvisione fatta sulle cauzioni dei magnati e sul salario degli approvatori.
(...) Messer Vanni di Benino ha espresso il proprio parere a favore delle proposte di legge tranne che per le proposte relative al fatto dei figli di ser Bonfiglio, per cui chiede che si soprassieda.
Ser Medico di Aliotto ha espresso il proprio parere a favore delle proposte di legge.
Guidata la votazione dal predetto giudice col sistema dei bussolotti e delle pallottole (...).
Sulla questione delle fideiussioni dei magnati e sul salario degli approvatori: favorevoli 79, contrari 3.

(...) Stesso giorno, luogo e testimoni.

Nel Consiglio Speciale del messer Capitano del Popolo fiorentino e delle Capitudini delle dodici arti maggiori della città di Firenze, il predetto messer Giovanni dei Grimaldi, giudice e assistente principale del detto messer Vicario, alla presenza dei Priori e in assenza del Gonfaloniere, ha presentato tutte e ciascuna delle infrascritte proposte di legge.
Banchino figlio di Nerlo ha espresso il proprio parere a favore delle proposte di legge.
Guidata la votazione dal predetto giudice (...).
Sulla questione delle fideiussioni dei magnati: favorevoli 68, contrari 4.

(...) Stesso giorno, luogo e testimoni.

Nel Consiglio Generale e Speciale del messer Capitano e del Popolo e delle Capitudini delle dodici arti maggiori, il predetto messer Giovanni dei Grimaldi, giudice e assistente principale del detto messer Vicario, alla presenza dei Priori, ha presentato tutte le infrascritte proposte di legge.
Fuccio di Amadore ha espresso il proprio parere a favore delle proposte di legge.
Guidata la votazione per alzata e seduta dal predetto messer Giovanni, singolarmente per ciascuna proposta di legge, quasi tutti sono stati favorevoli.
Alla presenza del testimone messer Alberto di Rosone.

(...) 8 febbraio.

Nel Consiglio Generale dei trecento e Speciale dei novanta del Comune di Firenze e delle Capitudini riunito nel palazzo del Comune, alla presenza dei Priori e del Gonfaloniere, ser Guasco di Nardo, notaio dell'uscita della camera, ha presentato le infrascritte proposte di legge.
Alla presenza dei testimoni messer Giovanni di Angelotto, Loino da Carmignano giudici, cittadini fiorentini, e Betto di Corso, araldo del Comune.
Il maestro Andrea, medico, ha espresso il proprio parere a favore delle proposte di legge.
Fatta la votazione col sistema dei bussolotti e delle pallottole, per primo: sulla provvisione fatta sul sodamento dei magnati, favorevoli 335, contrari 21.

Commento

Le scritture edite qui di seguito appartengono a un registro della serie dei cosiddetti Libri fabarum prodotta dall'ufficio del notaio delle riformagioni del comune di Firenze.

Le date sono quelle delle votazioni tenutesi nei consigli del comune il 3 e l'8 febbraio 1315 (il documento segue il calendario fiorentino che, all'epoca, faceva cominciare l'anno il 25 marzo), quando furono approvate alcune provvisioni tra cui quella che dava la possibilità ai magnati di dare cauzione finanziaria ("sodamento") del proprio comportamento entro il 1° aprile successivo (cfr. la scheda III.2.1).

Come negli altri registri il notaio vi trascriveva in forma essenziale gli esiti delle sedute dei consigli, cui assisteva prendendo appunti, seguendo l'ordine cronologico delle loro adunanze (cfr., per esempio, le schede I.2.2, IV.1.2, IV.2.2): dapprima, la registrazione relativa al consiglio dei Cento poi quelle del consiglio speciale e quello generale del capitano e delle capitudini delle arti maggiori e infine, a distanza di cinque giorni, il consiglio generale dei Trecento e speciale dei Novanta del comune e delle capitudini. L'esito delle votazioni - svoltesi col sistema dei bussolotti e delle pallottole ("ad pissides et balloctas") e per alzata o seduta dei consiglieri ("ad sedendum et levandum") - fu anche in questo caso quello di larghissime maggioranze.

Le notazioni sono molto sintetiche, ma alcuni elementi paiono degni di attenzione in questa sede. Innanzitutto, a presentare le provvisioni nella sedute dei consigli del capitano del popolo non fu il rettore ma il giudice collaterale, Giovanni Grimaldi, del vicario angioino, Neri di messer Zaccaria da Orvieto, che aveva assorbito le funzioni del capitano del popolo e del podestà dopo che la città aveva conferito la signoria della città a re Roberto d'Angiò nel maggio 1313. Nella seduta del consiglio generale dei Trecento e speciale dei Novanta del comune e delle capitudini, la presentazione fu fatta invece da un ufficiale della camera del comune, il notaio Guasco di Nardo, come era consuetudine quando vi venivano dibattute proposte di legge riguardanti le finanze del comune (cfr., per esempio, le schede IV.1.2 e IV.2.2).

Il notaio che redasse il verbale delle adunanze - certamente uno dei coadiutori del notaio delle riformagioni, benché il registro, che presenta più mani di scrittura, non consenta attribuzioni ad personam - annotò anche con meticolosità l'assenza alle prime sedute del gonfaloniere di giustizia come lascerebbe intendere non solo la registrazione "presentibus Prioribus et absente Vexillifero", ma anche la terza registrazione ove egli aveva scritto inizialmente "presentibus Prioribus et Vexillifero" per poi depennare "et Vexillifero". Allo stesso modo, il notaio depennò nel verbale della seduta del consiglio dei Cento anche le parole "et super salario approbatorum" dall'indicazione sintetica della "provisionem factam super satisdationibus magnatum" al foglio 102r, e, con qualche disattenzione dovuta forse alla fretta, le parole "de salario" tra "salario approbatorum" al foglio 103r. Questo processo di scrittura per annotazioni rapide svela che la provvisione doveva probabilmente contenere inizialmente delle disposizioni sul salario degli approvatori delle fideiussioni dei magnati che furono cassate prima della votazione del primo consiglio: già nella seduta successiva del consiglio speciale del capitano, la provvisione fu infatti indicata direttamente con la locuzione "super facto fideiussionum mangnatum".

Edizione, traduzione: Piero Gualtieri

Commento: Andrea Zorzi

Revisione redazionale e codifica: Gianmarco De Angelis