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Registrazioni delle votazioni delle sedute dei consigli del comune

1315 febbraio 3 e 8 Firenze

[102r] Die III februarii (a).

In Consilio Centum virorum in pallatio Populi congregato, dominus Iohannes de Grimaldis, iudex et collateralis assessor domini Vicarii, presentibus Prioribus et Vexillifero absente, infrascripta proposuit.
(...) Item (b), provisionem factam super satisdationibus magnatum (c) et (d) super salario approbatorum.
[102v] (...) Dominus Vannes Benini consuluit secundum propositiones, salvo quod super propositionibus que tangunt circa factum ser Bonfilgli supersedeatur.
Ser Medicus Aliocti consuluit secundum propositiones.
Factis partitis per dictum iudicem ad pissides et palloctas (...).
[103r] Super (e) facto fideiussionum magnatum et salario (f) approbatorum placuit LXXVIIII, noluerunt III.

(...) Eodem die, loco et testibus.

In Consilio Speciali domini Capitanei Populi florentini et Capitudinum XII maiorum artium civitatis Florentie proposuit predictus dominus Iohannes de Grimaldis, iudex et collateralis assessor predicti domini Vicarii, omnia singula suprascripta, presentibus Prioribus et absente Vexillifero.
Banchinus filius Nerli consuluit secundum propositiones.
Factis partitis per dictum iudicem (...).
[103v] Super (g) facto fideiussionum mangnatum placuit LXVIII, noluerunt IIII.

(...) Eodem die, loco et testibus.

In Consilio Generali et Speciali domini Capitanei et Populi et Capitudinum XII maiorum artium dictus dominus Iohannes, iudex et assessor predicti domini Vicarii, presentibus Prioribus (h), proposuit omnia suprascripta.
Fuccius Amadoris consuluit secundum propositiones predictas.
Factis et revolutis partitis per predictum dominum Iohannem particulariter, super qualibet propositione per se, ad sedendum et levandum, placuit quasi omnibus secundum propositiones iamdictas.
Presentibus testibus domino Alberto Rosonis.

(...) [104v] Die VIII mensis februarii.

In Consilio Generali CCC et Speciali LXXXX virorum Comunis Florentie et Capitudinum, in pallatio Comunis congregato, presentibus Prioribus et Vexillifero, ser Guascus Nardi, notarius exitus Camere, proposuit infrascripta.
Presentibus testibus dominis Iohanne Angelocti, Loyno de Carmignano iudicibus, civibus florentinis, et Becto Corsi, precone dicti Comunis.
Magister Andreas medicus consuluit secundum propositiones predictas.
Factis partitis ad pissides et palloctas, primo: super provisione facta super sodamento magnatum placuit CCCXXXV, noluerunt XXI.

(a) Segue: in quaterno bambacino signato per D et per G et in folio signato per R et per M

(b) Sul margine sinistro: G depennato, M.

(c) Segue: et super salario approbatorum depennato.

(d) Sul margine sinistro: G.

(e) Sul margine sinistro, di mano del sec. XX a lapis: 3.

(f) Segue: de salario depennato.

(g) Sul margine sinistro, di mano del sec. XX a lapis: 3.

(h) Segue: et Vexillifero depennato.

Le scritture edite qui di seguito appartengono a un registro della serie dei cosiddetti Libri fabarum prodotta dall'ufficio del notaio delle riformagioni del comune di Firenze.

Le date sono quelle delle votazioni tenutesi nei consigli del comune il 3 e l'8 febbraio 1315 (il documento segue il calendario fiorentino che, all'epoca, faceva cominciare l'anno il 25 marzo), quando furono approvate alcune provvisioni tra cui quella che dava la possibilità ai magnati di dare cauzione finanziaria ("sodamento") del proprio comportamento entro il 1° aprile successivo (cfr. la scheda III.2.1).

Come negli altri registri il notaio vi trascriveva in forma essenziale gli esiti delle sedute dei consigli, cui assisteva prendendo appunti, seguendo l'ordine cronologico delle loro adunanze (cfr., per esempio, le schede I.2.2, IV.1.2, IV.2.2): dapprima, la registrazione relativa al consiglio dei Cento poi quelle del consiglio speciale e quello generale del capitano e delle capitudini delle arti maggiori e infine, a distanza di cinque giorni, il consiglio generale dei Trecento e speciale dei Novanta del comune e delle capitudini. L'esito delle votazioni - svoltesi col sistema dei bussolotti e delle pallottole ("ad pissides et balloctas") e per alzata o seduta dei consiglieri ("ad sedendum et levandum") - fu anche in questo caso quello di larghissime maggioranze.

Le notazioni sono molto sintetiche, ma alcuni elementi paiono degni di attenzione in questa sede. Innanzitutto, a presentare le provvisioni nella sedute dei consigli del capitano del popolo non fu il rettore ma il giudice collaterale, Giovanni Grimaldi, del vicario angioino, Neri di messer Zaccaria da Orvieto, che aveva assorbito le funzioni del capitano del popolo e del podestà dopo che la città aveva conferito la signoria della città a re Roberto d'Angiò nel maggio 1313. Nella seduta del consiglio generale dei Trecento e speciale dei Novanta del comune e delle capitudini, la presentazione fu fatta invece da un ufficiale della camera del comune, il notaio Guasco di Nardo, come era consuetudine quando vi venivano dibattute proposte di legge riguardanti le finanze del comune (cfr., per esempio, le schede IV.1.2 e IV.2.2).

Il notaio che redasse il verbale delle adunanze - certamente uno dei coadiutori del notaio delle riformagioni, benché il registro, che presenta più mani di scrittura, non consenta attribuzioni ad personam - annotò anche con meticolosità l'assenza alle prime sedute del gonfaloniere di giustizia come lascerebbe intendere non solo la registrazione "presentibus Prioribus et absente Vexillifero", ma anche la terza registrazione ove egli aveva scritto inizialmente "presentibus Prioribus et Vexillifero" per poi depennare "et Vexillifero". Allo stesso modo, il notaio depennò nel verbale della seduta del consiglio dei Cento anche le parole "et super salario approbatorum" dall'indicazione sintetica della "provisionem factam super satisdationibus magnatum" al foglio 102r, e, con qualche disattenzione dovuta forse alla fretta, le parole "de salario" tra "salario approbatorum" al foglio 103r. Questo processo di scrittura per annotazioni rapide svela che la provvisione doveva probabilmente contenere inizialmente delle disposizioni sul salario degli approvatori delle fideiussioni dei magnati che furono cassate prima della votazione del primo consiglio: già nella seduta successiva del consiglio speciale del capitano, la provvisione fu infatti indicata direttamente con la locuzione "super facto fideiussionum mangnatum".