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Registrazioni delle votazioni delle sedute dei consigli del comune

1323 aprile 12 e 13, Firenze, in palatio populi

Registrazione delle votazioni di approvazione della provvisione del 12 aprile 1323 sulla responsabilizzazione penale dei consorti dei magnati che commettessero violenze.

Archivio di Stato di Firenze, Libri Fabarum, 12.

Cart.; ff. I, 259; bianchi i ff. 46, 106-113, 228, 256-259; numerazione del sec. XX in cifre arabe (numerazione del sec. XIV, corrispondente alla attuale per i ff. 1-105, quindi 1-143 corrispondente a 114-256 della attuale: ciò è dipeso dalla natura composita del registro); 110 (ff. 1-20), 214, 318, 4-1012, 1114, 1218, 1314, 1418, 1514, 1618; 308 × 227; rigatura a secco. Legatura (successiva al restauro operato nel 1974) in cartone telato con costola in pergamena.
Contiene: i verbali delle sedute dei Consigli fiorentini per il periodo 8 maggio 1322 - 19 marzo 1325.
Scritto interamente di mano di ser Folco di ser Antonio, coadiutore del notaio delle riformagioni del Comune di Firenze. Composto in origine da due registri distinti. Sul foglio di guardia si legge, di mano forse del sec. XVIII: Partiti del Consiglio detti Fabarum dal 1322 al 1325.

Testo

[c. 51r]
Die XII° mensis aprelis
In Consilio Centum virorum in palatio populi congregato. Dictus dominus Cione Capitaneus, presentibus Prioribus et Vexillifero, proposuit infrascriptas propositiones, videlicet:
Primo propositionem factam contra magnates civitatis, comitatus et districtus Florentie, non solum non corrigunt nec emendant nec corrigi nec emendari procurant consortes eorum ne mallificia committant. [...] Presentibus testibus Loyno Nardi de Montealcino et Duccio Salamonis precone dicti Comunis Florentie et aliis.
Dominus Rainerius del Forese consuluit secundum propositiones predictas.
Factum partitum ad fabas nigras et albas per dictum dominum Capitaneum particulariter super qualibet propositione per se.
Primo super provisione facta contra magnates civitatis comitatus et districtus Florentie. Placuit LXXV; noluerunt VI.

[52r]
[...] Eodem die, loco et testibus.
In Consilio spetiali domini Capitanei et populi florentini et capitudinum xiicim maiorum artium civitatis Florentie dictus dominus Capitaneus proposuit suprascriptas propositas.
Scholaius domini Palamidex consuluit secundum propositionem predictas.
Factum partitum ad fabas nigras et albas per dictum dominum Capitaneum particulariter super qualibet propositione per se.
Primo super propositionem facta contra magnates civitatis comitatus et districtus Florentie. Placuit LXIIII; noluerunt II.

[...] Eodem die, loco et testibus.
In Consilio generali et spetiali domini Capitanei et populi florentini et capitudinum artium predictarum dictus dominus Capitaneus proposuit suprascriptas duas propositas.
Ser Michele Boschi consuluit secundum propositas predictas.
Factum et revolutum partitum ad sedendum et levandum per dictum dominum Capitaneum super qualibet dictarum propositionum per se placuit quasi omnibus secundum dictum consulentem.

[52v]
Die XIII° mensis aprelis.
In Consilio generali ccctorum virorum et spetiali lxxxxta virorum Comunis Florentie et capitudinum xiicim maiorum artium civitatis Florentie in ipsius Comunis palatio more solito congregato, predictus dominus Rodulfinus Potestas, presentibus Prioribus et Vexillifero, proposuit infrascriptam propositionem, videlicet:
Propositionem factam contra magnates civitatis, comitatus et districtus Florentie, et in favorem popularium dicte civitatis comitatus et districtus.
Presentibus testibus ser Laurentio ser Cionis notario, Loyno Nardi de Montealcino et Lolo Jacobi precone dicti Comunis Florentie et aliis.
Ser Tanus Arrighi notarius consuluit secundum propositionem predictam.
Monte spetiarius consuluit idem.
Factum partitum ad sedendum et levandum per dictum dominum Potestatem super dicta propositione placuit quasi omnibus in dicto consilio astantibus secundum dictum consulentem.

Eodem die, loco et testibus.
In dicto Consilio generali Comunis ser Taddeus Lapi notarius introitus camere, presentibus Prioribus et Vexillifero, proposuit infrascriptas propositiones, videlicet:
Primo provisionem factam contra magnates civitatis comitatus et districtus Florentie.
[...] Ser Guido de Ceparello notarius consuluit secundum propositiones predictas.
Factum partitum ad fabas nigras et albas per dictum notarium super qualibet propositione per se.
Primo super facto magnatum. Placuit CCLXVII; noluerunt XX.

Traduzione

12 aprile.
Nel Consiglio dei Cento riunito nel Palazzo del Popolo. Detto messer Cione Capitano, alla presenza dei Priori e del Gonfaloniere, ha presentato le suddette proposte di legge, vale a dire:
Per primo la proposta di legge fatta contro i magnati della città, contado e distretto di Firenze, [i quali] non correggono affatto né riprendono né si adoperano perché siano corretti e ripresi i loro consorti affinché non commettano malefici.
[...] Alla presenza dei testimoni Loyno di Nardo da Montalcino e Duccio di Salamone araldo del detto Comune di Firenze e altri.
Messer Raniero del Forese ha espresso il proprio parere a favore delle predette proposte di legge.
Fatta la votazione con le fave nere e bianche guidata dal detto messer Capitano in particolare su ciascuna proposta di legge per sé.
Per primo sulla proposta fatta contro i magnati della città, contado e distretto di Firenze. Favorevoli 75; contrari 6.

[...] Stesso giorno, luogo e testimoni.
Nel Consiglio Speciale del messer Capitano e del Popolo fiorentino e delle Capitudini delle dodici Arti Maggiori della città di Firenze il detto Capitano ha presentato le soprascritte proposte di legge.
Scolaio di messer Palamidex ha espresso il proprio parere a favore delle predette proposte di legge.
Fatta la votazione con le fave nere e bianche guidata dal detto messer Capitano in particolare su ciascuna proposta di legge per sé.
Per primo sulla proposta di legge fatta contro i magnati della città, contado e distretto di Firenze. Favorevoli 64; contrari 2.

[...] Stesso giorno, luogo e testimoni.
Nel Consiglio Generale e Speciale del messer Capitano e del Popolo fiorentino e delle predette Capitudini delle Arti il detto Capitano ha presentato le soprascritte due proposte di legge.
Ser Michele di Bosco ha espresso il proprio parere a favore delle predette proposte di legge.
Fatta in entrambi i sensi la votazione per alzata e seduta guidata dal detto messer Capitano in particolare su ciascuna delle dette proposte di legge per sé sono stati a favore quasi tutti secondo il parere espresso dal consigliere che ha preso la parola.

13 aprile.
Nel Consiglio Generale dei Trecento e Speciale dei Novanta del Comune di Firenze e delle Capitudini delle dodici Arti Maggiori della città di Firenze riunito nel modo solito nel palazzo del Comune, il predetto messer Rodolfino Podestà, alla presenza dei Priori e del Gonfaloniere, ha presentato l'infrascritta proposta di legge, vale a dire:
la proposta di legge fatta contro i magnati della città, contado e distretto di Firenze, e in favore dei popolani della detta città, contado e distretto.
Alla presenza dei testimoni ser Lorenzo di ser Cione notaio, Loyno di Nardo da Montalcino e Lolo di Jacopo araldo del Comune e altri.
Ser Tano di Arrigo notaio ha espresso il proprio parere a favore della predetta proposta di legge. Monte speziario ha espresso il medesimo parere. Fatta la votazione per seduta e alzata guidata dal detto messer Podestà in particolare su detta proposta sono stati a favore quasi tutti i presenti secondo il parere espresso dal consigliere che ha preso la parola.


Stesso giorno, luogo, testimoni.
Nel detto Consiglio Generale del Comune ser Taddeo di Lapo notaio dell'entrata della Camera, alla presenza dei Priori e del Gonfaloniere, ha presentato le suddette proposte di legge, vale a dire:
Per primo la proposta di legge fatta contro i magnati della città, contado e distretto di Firenze.
[...] Ser Guido di Ceparello notaio ha espresso il proprio parere a favore delle predette proposte di legge.
Fatta la votazione con le fave nere e bianche guidata dal detto notaio su ciascuna proposta di legge per sé.
Per primo sul fatto dei magnati: favorevoli 267; contrari 20.

Commento

Le scritture qui edite appartengono a un registro di una delle serie prodotte dall'ufficio del notaio delle riformagioni del comune di Firenze, quella dei cosiddetti Libri fabarum.

A redigerlo fu ser Folco di ser Antonio, uno dei coadiutori del notaio delle riformagioni del Comune di Firenze, ser Graziolo del fu Corrado, che invece sottoscriveva di sua mano le provvisioni in extenso raccolte in appositi libri (come illustrato nella scheda del documento precedente). Le date sono quelle delle votazioni tenutesi nei consigli del comune il 12 e il 13 aprile 1323, in occasione dell'approvazione della "propositionem factam contra magnates civitatis, comitatus et districtus Florentie" dal priorato delle arti, dal gonfaloniere di giustizia e dal collegio dei Dodici buonuomini, e il cui contenuto è qui succintamente riassunto nell'espressione "[magnates qui] non solum non corrigunt nec emendant nec corrigi nec emendari procurant consortes eorum ne mallificia committant".

Il registro è cartaceo, a indizio della natura pratica delle scritture appostevi rispetto alla solennità dei registri membranacei delle provvisioni. Il notaio vi trascriveva in forma essenziale gli esiti delle sedute dei consigli cui assisteva prendendo appunti, che solo in un secondo momento riportava nel registro, e teneva separate le verbalizzazioni delle riunioni dei diversi consigli, seguendo l'ordine cronologico delle loro adunanze. E dunque, dapprima, la registrazione relativa al consiglio dei Cento, il 12 aprile 1323, poi quelle del consiglio speciale del capitano e del popolo e del consiglio generale e speciale del capitano e del popolo, sempre lo stesso giorno, e, di seguto, quelle del consiglio generale dei Trecento e speciale dei Novanta del podestà, il giorno successivo.

La scrittura di questa tipologia documentaria consente, nello specifico, di apprezzare le maggioranze schiaccianti con cui fu approvata la provvisione nei vari consigli, sia per scrutinio palese - cioè ad alzata di consigliere - sia a scrutinio segreto, con l'utilizzo, appunto, delle fave: 75 favorevoli e 6 soli contrari nel consiglio dei Cento; 64 favorevoli e 2 contrari nel consiglio speciale del capitano e del popolo; 267 favorevoli e soli 20 contrari nel consiglio generale dei Trecento del podestà e del comune. Là dove si votò in maniera palese "ad sedendum et levandum", nel consiglio generale del capitano e in quello speciale dei Novanta del podestà, la registrazione attesta che la proposta "placuit quasi omnibus". Chi si alzò in piedi esprimendo il proprio voto a favore, cioè, non fu conteggiato. Era sufficiente, evidentemente, il colpo d'occhio.

I pochissimi voti contrari testimoniano dell'ampio consenso con cui fu adottato il provvedimento, e spiegano anche perché esso fu accolto con grave malcontento dai magnati, come ricorda Giovanni Villani: "parea loro esser gravati degli ordini della giustizia, che non voleano essere tenuti l'uno per lo malificio dell'altro" (X, 214).

Bibliografia

G. VILLANI, Nuova Cronica, a cura di G. PORTA, 3 voll., Parma, 1991.

Edizione, traduzione: Piero Gualtieri

Commento: Andrea Zorzi

Revisione redazionale e codifica: Gianmarco De Angelis