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Procedura di autenticazione

1161 giugno 8 <Genova>, in palatio Ianuensis archiepiscopi

+ In palacio Ian(uensis) archiepiscopi. Consules Guido de Laude, Willelmus Buferius, Lambertus Philipi, [Guidotus de N]igrone laudaverunt ut suprascriptum libellum [exemplificaretur ad exem]plum antiqui. Quod vero ideo factum est [quoniam abbas monasterii Sancti Stephani] postulavit ut ex auctoritate consulum et m[anu publici notarii ipsum habere iuxta] tenorem prioris eo quod comune vide[batur ecclesie sue et heredibus] Willelmi et Blanchi germanorum. Quod cognoscentes consules, quia huiuscemodi negociis suam interponere auctoritatem sacramento a tenebantur, hoc ad exemplum prioris fieri fecerunt, nich<i>l addito vel dempto, laudantes per omnia istud eadem auctoritate et viribus ammodo niti sicut primum et tanquam esset manu ipsius Bonafossi notarii prioris instrumenti conscriptum. Millesimo centesimo sexagesimo primo, octavo die iunii, indic(ionis) octave, eodem Ansaldo, filio Blanchi, hoc volente.

(S.T.) Ego Ogerius notarius, precepto suprascriptorum consulum, transcripsi.
Ego Anselmo de Cafara subscripsi.
Ego Oto iudex subscripsi.

(a) sacramento: in A mento nel margine sinistro

Nel palazzo dell'arcivescovo genovese. I consoli Guido de Laude, Guglielmo Buferio, Lamberto di Filippo, Guidotto di Negrone hanno stabilito che il soprascritto libello fosse esemplato sul modello del documento antico. Questo in realtà è stato fatto perché l'abate del monastero di Santo Stefano ha richiesto di avere un documento dello stesso tenore del precedente per autorità dei consoli e per mano di un pubblico notaio poiché lo stesso sembrava essere in comune alla sua chiesa sia agli eredi dei fratelli Guglielmo e Bianco. I consoli essendo a conoscenza di ciò poiché erano tenuti per giuramento a interporre la propria autorità ai negozi di questo tipo hanno fatto eseguire questa copia su modello del documento precedente, senza aver aggiunto o tolto nulla, sentenziando che abbia la stessa autorità e vigore come il primo e come fosse stato scritto per mano dello stesso Bonafosso notaio del precedente originale. Anno 1161, 8 giugno, indizione ottava, volente ciò lo stesso Ansaldo, figlio di Bianco.

(Segno del notaio) Io Ogerio notaio, su preceptum dei soprascritti consoli, ho trascritto.
Io Anselmo de Cafara ho sottoscritto.
Io Ottone giudice ho sottoscritto.