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Prologo di liber iurium

<1301>, Genova

Prologo del liber iurium del comune di Genova, detto Duplicatum.

Archivio di Stato di Genova, Duplicatum, mbr. LXXXVI, c. 1 r.

Ed.: I Libri Iurium della Repubblica di Genova, Introduzione, a cura di D. PUNCUH - A. ROVERE, Genova 1992 (Fonti per la storia della Liguria, I; Pubblicazioni degli archivi di Stato, Fonti, XII), pp. 119-120.

Testo

[I]anuam, urbem excellentissimam et famosam virtute [a]c probitate laudabilium civium antiquis et modernis temporibus multis et [m]agnis victoriis, honoribus ac diversarum rerum gestarum successibus exhornatam decet [n]on solum ad observanda iura, precia retributura virtutis, que exinde laudabiliter [a]quisivit tam in concessione privilegiorum a Romanis pontificibus et imperatori[bus] ac aliis orbis regibus et principibus indultorum quam in contractibus feudorum, fidelitatum, [a]quisitionum hominum et iurium emptionum et donationum castrorum, terrarum [et] locorum, conventionum, pactorum, instrumentorum pacis et treugarum que vigere [no]scuntur inter ipsam civitatem, cives et comune ipsius et diversos reges et principes, [civi]tates et comunia et mundi diversas hominum nationes curam et sollicitudinem [ad]hibere ut omnia annotata in registrorum voluminibus in posterum successive et [dil]ucide conserventur, verum eciam ad memoriam venturorum ut secutura posteritas pro[bo]rum predecessorum victoriosas aquisitiones et gloriosos atque laudatos processus con[spi]ciens ac eciam ipsorum sequens vestigia ad manutenendam et exaltandam rem publicam [a]ffectuosius animetur ut felix civitas que non ex loco vel vocabulo tantos honores [fo]re assecuta dignoscitur sedens in tantis victoriis sublimata, sed sola per Dei gratiam virtute [et] sollicitudine civium de optime prolis et non degenerantis sobolis successione cogaudeat [et p]erseverans in statu virtutis et laudis de bono semper in melius augeatur. Cum igitur [temp]ore quo in civitate Ianue cives Ianuenses ducti suasu inimici humani generis inter [ipsos ad]invicem atrocia bella gesserunt anno videlicet currente M°CC°LXXXXVI° quoddam [volumen] sive registrum in palacio comunis ad usum deputatum continuum ignis flamma aut [opera perve]rsorum hominum sine spe recuperationis destruxerint, per sapientes, timentes (a) ne aliud unicum volumen s[ive] registrum partem predictorum iurium continens quod comuni remansit casu aliquo [amitteret]ur vel (b) irritaretur aut (c) vastaretur in aliqua sui parte, pro bono et utilitate comunis statutum fuit specialiter et firmatum quod ultra ipsum volumen duo registra scribi et exemplari deberent, in quibus tam tenor ipsius registri quam omnia alia privilegia, instrumenta et negocia ad comune pertinentia manu publica scriberentur. Super quibus omnibus inquirendis et ad effectum ducendis nobilis vir Porchetus Salvaigus quondam Guillelmi per consilium fuit electus, qui omni cura et sollicitudine ac diligenti studio ad operis executionem intendens predicta duo volumina sive registra michi Rollandino de Richardo notario scribenda commisit […]

(a) onis destruxerint - timentes: su rasura

(b) aut in Liber A

(c) vel in Liber A

Traduzione

A Genova, città eccellentissima e famosa per virtù e probità dei cittadini meritevoli di lode per le molte e grandi vittorie conseguite nei tempi antichi e moderni, adornata degli onori e dei successi di diversi avvenimenti passati, conviene non solo dedicare cura e attenzione a custodire i diritti - ossia il prezzo della virtù che verrà pagato - i quali dunque lodevolmente acquisì sia tramite la concessione di privilegi accordati da parte dei pontefici romani e degli imperatori e degli altri re e principi della terra, sia tramite i contratti di feudi, fedeltà, acquisizioni di uomini e acquisto di diritti e donazioni di castelli, di terre e di luoghi, di convenzioni, di patti, di documenti di pace e di tregua che si sa essere in vigore tra la stessa città, i cittadini e il comune della stessa e diversi re e principi, città e comuni e diverse nazioni degli uomini del mondo, affinché tutto ciò che è annotato nei volumi dei registri si conservi successivamente e con la massima chiarezza, ma invero anche a memoria delle generazioni future, di modo che la posterità che verrà, guardando le vittoriose acquisizioni e anche i successi gloriosi e lodati degli illustri predecessori e anche seguendo le orme degli stessi sia animata con maggiore passione a conservare ed esaltare la repubblica affinché la prospera città, che si riconosce destinata a conseguire in futuro tanto grandi onori non in forza del luogo o del nome, trovandosi glorificata in tanto grandi vittorie, ma, per grazia di Dio, in forza della sola virtù e solerzia dei cittadini, si rallegri per la successione di un'ottima discendenza e di una stirpe che non degenera, e si accresca perseverando nella condizione di virtù e di onore sempre di bene in meglio. Poiché dunque nel tempo in cui nella città di Genova i cittadini genovesi, mossi dal consiglio del nemico del genere umano, si fecero tra loro stessi guerre atroci, cioè corrente l'anno 1296, distrussero un certo volume o registro destinato all'uso continuo nel palazzo del comune, con il fuoco o a causa dell'intervento di uomini perversi, senza speranza di recuperarlo, ad opera di sapienti, temendo che l'altro unico volume o registro contenente parte dei predetti diritti che rimase al comune venisse perso per qualche caso o danneggiato o guastato in qualche sua parte, per il bene e l'utilità del comune in particolare fu stabilito e approvato che oltre allo stesso volume dovessero essere scritti e copiati due registri, nei quali tanto il contenuto dello stesso registro quanto tutti gli altri privilegi, documenti e negozi di competenza del comune fossero scritti da mano pubblica. Per ricercare queste cose e per portarle a compimento fu eletto dal consiglio il nobile uomo Porchetto Salvago del fu Guglielmo, il quale attendendo all'esecuzione dell'opera con ogni cura e attenzione e con diligente applicazione affidò i predetti due volumi o registri da scrivere a me Rolandino di Riccardo notaio […]

Commento

Un elemento comune a numerosi libri iurium comunali è la presenza di prologhi in cui si manifestano le ragioni sottese alla realizzazione delle raccolte.
Frequentemente si individuano sollecitazioni di ordine pratico, per esempio il timore di dispersione o di deterioramento di un patrimonio documentario di primaria importanza per il comune poiché ne attesta i diritti acquisiti e vigenti; talvolta si accenna, invece o anche, a ragioni ideali e celebrative, ponendo l'accento sulla funzione di memoria storica riconosciuta alla documentazione raccolta in forma di libro.

L'una e l'altra motivazione emergono con chiarezza da questo proemio, che, inoltre, essendo insolitamente elaborato e particolareggiato, offre numerosi spunti di riflessione riguardo a molteplici aspetti del processo di produzione di un liber iurium e costituisce una buona esemplificazione per qualsiasi operazione di 'messa a libro'.

Il prologo è comune ai due libri iurium genovesi realizzati dal notaio Rolandino de Richardo a partire dal 1301 su mandato del podestà Danio da Osnago, Liber A e Duplicatum; il prologo di quest'ultimo è integrato da una presentazione dei diversi libri in cui è organizzato.
Il testo, costruito con estrema cura formale e perizia retorica, si apre con il nome della città, Ianua, definita eccellente e famosa per i meriti - non delle sue istituzioni di governo - ma proprio dei suoi cittadini.
Ad una città tanto illustre si addice (decet; il richiamo a decus, gloria, honor è consueto) riservare particolare attenzione al proprio patrimonio documentario, costituito sia dalle concessioni accordate da autorità superiori e di cui Genova è beneficiaria (tam in concessione privilegiorum … et principibus indultorum), sia dai contratti, di varia tipologia, stipulati con diversi soggetti, in cui il comune è parte (quam in contractibus feudorum … et mundi diversas hominum nationes).
La cura del materiale documentario, analiticamente elencato, attraverso la trascrizione su registro presenta nel nostro caso una duplice finalità: è evidente lo scopo concreto di garantire una migliore conservazione della documentazione (ut omnia annotata … conserventur), ma, al contempo, risulta centrale l'intento celebrativo di preservare e trasmettere ai posteri la memoria civica (verum eciam ad memoriam), in modo che i cittadini futuri, ispirati dalle azioni illustri dei predecessori (ut secutura posteritas … sequens vestigia), siano esortati ad manutenendam et exaltandam rempublicam, perpetuandone e accrescendone la gloria (ut felix civitas … augeatur).
Questo secondo aspetto risulta eccezionalmente enfatizzato rispetto a quanto accade in altri prologhi, tanto da suscitare l'impressione di un preciso intento propagandistico, per la cui comprensione occorre far riferimento al momento storico nel quale il progetto vede la luce.
Abbandonate le formule generiche dai toni tipici di un'arenga per passare ad una sorta di narratio, è infatti lo stesso Rolandino ad aprire uno squarcio sulla difficile situazione interna della Genova di fine secolo, caratterizzata da instabilità istituzionale e da feroci lotte di fazione che culminano nell'insurrezione guelfa scoppiata tra il dicembre 1296 e il febbraio 1297. Analogamente a quanto si verifica in altre esperienze, è, dunque, un momento di forte tensione e di incertezza politica a rendere urgente la necessità di garantire un'adeguata conservazione del patrimonio documentario che, da un lato, attesta e riafferma le prerogative giuridiche del comune e, dall'altro, può rappresentare, muovendo al culto delle memorie patrie e all'orgoglio civico, un deciso elemento di coesione della cittadinanza. Il liber viene così ad assumere anche la funzione di 'modello di etica civile'.

Il notaio dà spazio alla rievocazione degli eventi che hanno condotto, durante i tumulti, allo smarrimento di un registro più antico, identificabile con quel Vetustior che ricomparirà solo qualche secolo più tardi, conservato nel palazzo comunale e del quale si ricorda un uso continuo (ad usum deputatum continuum) da parte della cancelleria. Lamenta, poi, quanto sia incombente il pericolo di dispersione o danneggiamento a cui è soggetta la documentazione e chiarisce la circostanza contingente che ha indotto alla realizzazione delle nuove compilazioni: temendo la perdita dell'unico liber rimasto, il cosiddetto Settimo, a sua volta derivato da Vetustior, una commissione di sapientes ne delibera la riproduzione in due nuovi esemplari e il Consiglio si cura di designare un supervisore.

In questi libri iurium genovesi, come in quelli prodotti in altre esperienze, l'impulso all'elaborazione delle raccolte va ricercato nell'intervento della pubblica autorità, ben consapevole del valore dell'operazione. Tale è l'importanza che si attribuisce alla documentazione da promuovere la realizzazione di ben due esemplari 'paralleli', intendendo così soddisfare la necessità da un lato di disporre in luoghi diversi dello stesso materiale documentario, dall'altro di garantire una più efficace tutela di un prezioso patrimonio, attraverso la consuetudine di disporre di una pluralità di redazioni, diffusa nel panorama dei libri iurium comunali.

I libri progettati non si limitano a una mera riproduzione dell'antigrafo, ma devono essere arricchiti anche di altra documentazione rilevante per il comune (alia privilegia, instrumenta et negocia ad comune pertinentia). Il notaio fornisce pertanto un'utile chiave per analizzare la struttura delle due raccolte, permettendo di individuarne con chiarezza il nucleo più antico, che consiste nella copia di Settimo, e i successivi accrescimenti.
L'incarico di sovrintendere alla realizzazione dell'opera è affidato al giurisperito Porchetto Salvago, il cui profilo biografico resta estremamente vago. Costui non si limita a rintracciare e a selezionare il materiale da inserire in Liber A e Duplicatum, ma ne architetta anche la disposizione, certamente per quanto riguarda Duplicatum; in questo caso, diversamente da quanto accade in molti libri iurium di prima generazione apparentemente privi di una preventiva organizzazione del materiale documentario e specchi fedeli di una situazione archivistica esistente, l'operazione di trascrizione su registro non rappresenta un meccanico travaso di quanto conservato in archivio, bensì una cernita ed una rielaborazione di ciò che è ancora utile.

I due esemplari, infatti, sono concepiti secondo criteri profondamente differenti.
Il notaio Rolandino, esecutore materiale del lavoro, ci informa del fatto che mentre il Liber A è esemplato de verbo ad verbum dall'antigrafo, con le opportune aggiunte, Duplicatum presenta un'organizzazione tematica del materiale documentario, suddiviso in sei libri in relazione all'argomento, probabilmente per soddisfare l'esigenza di una più agevole reperibilità di ciascuna unità. Porchetto Salvago dimostra quindi grande abilità nel formulare un progetto solido e accuratamente meditato, che porta alla realizzazione di uno strumento efficace e di qualità pregevole.

Il prologo di Liber A e Duplicatum, come si è potuto constatare, risulta di respiro particolarmente ampio e ricco di dettagli, illustrando, o almeno richiamando, le diverse tappe della vita delle due raccolte, dalla genesi, alle modalità di redazione e di conservazione; e più in generale, suggerisce linee di ricerca e di indagine applicabili a qualunque liber iurium, dal momento che per una corretta interpretazione di questa tipologia di 'documento' devono in ogni caso essere considerati con attenzione una pluralità di elementi quali: contenuto e struttura, finalità, duplicazione e molteplicità di esemplari, diversa destinazione di conservazione e di uso, momento di progettazione, presenza di commissioni o di incaricati per la selezione della documentazione, intervento della pubblica autorità che avvia l'iniziativa.

Bibliografia

I Libri Iurium della Repubblica di Genova, I/6, a cura di M. BIBOLINI. Introduzione di E. PALLAVICINO, Genova-Roma 2000 (Fonti per la storia della Liguria, XIII; Pubblicazioni degli Archivi di Stato, Fonti, XXXII).

I Libri Iurium della Repubblica di Genova, Introduzione, a cura di D. PUNCUH - A. ROVERE, Genova-Roma 1992 (Fonti per la storia della Liguria, I; Pubblicazioni degli Archivi di Stato, Fonti, XII).

A. ROVERE, Tipologia documentale nei Libri iurium dell'Italia comunale, in La diplomatique urbaine en Europe au moyen age, Actes du congrès de la Commission internationale de Diplomatique (Gand, 25-29 août 1998), a cura di W. Prevenier et Th. de Hemptinne, Leuven-Apeldoorn 2000, pp. 417-436 [Disponibile anche on line: Scrineum - Biblioteca, http://scrineum.unipv.it/biblioteca/rovere.html].

A. ROVERE, I libri iurium dell'Italia comunale, in Civiltà comunale: Libro, Scrittura, Documento, Atti del Convegno della Associazione Italiana dei Paleografi e Diplomatisti (Genova, 8-11 novembre 1988) (="Atti della Società Ligure di Storia Patria", n.s., XXIX/2, 1989), pp. 157-199 [Disponibile anche on line: Scrineum - Biblioteca, http://scrineum.unipv.it/biblioteca/biblioteca-rovere.html].

Edizione, commento: Francesca Mambrini

Traduzione: Paola Guglielmotti

Revisione redazionale e codifica: Gianmarco De Angelis