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Concessione di autorizzazione ad acquistare beni

1301 novembre 9, Mantova, in strata publica

Guido Bonacolsi, capitano generale e perpetuo di Mantova, autorizza Cremosano del fu Pietro Cremosani ad acquistare da Aicardino del fu Beo tutti i diritti che costui ha su un appezzamento di terreno vignato posto nel territorio di San Giorgio Mantovano, in località San Nazaro, e concesso in fitto al medesimo Cremosano, e conferma sin d'ora con la propria autorità l'efficacia del futuro acquisto nonostante che Aicardino sia confinato dal comune di Mantova.

Originale (A), Archivio di Stato di Mantova, Archivio dell'Ospedale, b. 1, Privilegi, concessioni ecc. dei Signori di Mantova, fasc. 1, 2.

Nel verso (lato corto), di mano del sec. XV, una scritta che non sembra avere connessione con l'atto che figura nel recto: "Concessio domini Zaneboni sibi facta <segue segno alfabetico non decifrabile> domini Mantue 1301".

Pergamena di mm. 370x250, in buono stato di conservazione. Inchiostro marrone.

Testo

IN Christi nomine amen. Nobilis et magnificus vir dominus Guido de Bonacolsis comunis et populi Mantue capitaneus generalis et perennis, ex sui arbitrii et potestatis plenitudine, de certa scientia concessit et irretractabilem licentiam contulit Cremoxano quondam domini Petri de Cremoxanis ibi presenti et instanti quod ipse emat et adquirat et emere et adquirere possit ab Aycardino quondam domini Bei directum dominium et omne ius quod habet idem Aycardinus in una et de una pecia terre vineate duarum bubulcarum, trium tabularum, novem pedum et quatuor unciarum iacente in territorio Sancti Georgii in vinealibus Mantue, in loco qui dicitur Sanctus Nacarius iuxta heredes Bonincontri de Osana ab uno latere, Dondedeum de Pellexeto a secundo, heredes Iohannis cartularii a tercio et dictum Cremoxanum et Iacominum et Crescimbenum de Meltonis et dominam Clermundiam uxorem quondam Bonacursii de Torello et Bonaventuram çuponerium a quarto, ut de coherentiis et quantitate dicte pecie terre mihi notario relatum fuit, de qua pecia terre dictus Cremoxanus erat investitus ad annuum fictum septem librarum Mantuanarum parvarum prestandum dicto Aycardino ut dicitur contineri publico instrumento investiture scripto per Agnellum quondam domini Atti de Castellario notarium sacri palacii, ad habendum, tenendum et possidendum et faciendum perpetuo quicquid eidem Cremoxano placuerit sine contradictione comunis Mantue vel alterius persone, volens statuens et decernens quod instrumentum emptionis que fiet de dicta pecia terre et singula que ipso notabuntur valeant et teneant et sint solide firmitatis, quodque presens instrumentum et universaque ipso notantur sint decretum et constitutio ipsius domini capitanei nullis temporibus infringenda, set eidem Cremoxano et eius heredibus per potestatem, ancianos et officiales comunis memorati presentes et futuros et ipsum comune integre et perpetuum observanda, prescriptis et alicui prescriptorum non obstante quod dictus Aycardinus sit comunis Mantue confinatus, nec aliquo statuto, reformatione, decreto, iure, mandato nec aliquo quod obstaret vel obstare valeret, quibus omnibus et singulis obstantibus et obstaturis ipsius domini capitanei auctoritas et potestatis plenitudo de certa scientia abrogavit et totaliter derogavit.
Actum Mantue in civitate veteri, in contrata Sancte Marie Matris Domini, in strata publica iuxta domos habitationis domini capitanei memorati. Die iovis nono novembris, anno dominice nativitatis millesimo trecentesimo primo, quartedecime indictionis, presentibus dominis Baylardino de Nogarolis de Verona et Guidone de la Turri iudice et Picardo quondam domini Menapacis ambobus Mantuanis, testibus rogatis.
(SN) ET EGO Rolandinus de Bertholono imperiali auctoritate notarius publicus dictique capitanei scriba his omnibus presens scripsi iussu domini capitanei, signumque meum apposui consuetum.

Traduzione

Nel nome di Cristo, amen. Il nobile e magnifico uomo, il signor Guido Bonacolsi capitano generale e perpetuo del comune e del popolo di Mantova, in base alla pienezza della sua discrezionale autorità e del suo potere, in piena consapevolezza concesse e diede irreversibile autorizzazione a Cremosano figlio del fu signor Pietro Cremosani, che era presente e che ciò richiedeva, a comprare ed acquisire da Aicardino del fu Beo i diritti di proprietà e ogni altro diritto che il medesimo Aicardino possegga su un appezzamento di terra vignata di due biolche mantovane, tre tavole, nove piedi e quattro oncie, che si trova nel territorio di S. Giorgio nel comprensorio delle vigne di Mantova, nel luogo detto San Nazzaro, e che ha come confinati da un lato gli eredi di Bonincontro di Osana, dal secondo lato Dondadeo de Pellexeto, gli eredi di Giovanni cartolaio dal terzo, e il detto Cremosano, Giacomino, e Crescimbeno Meltoni e la signora Clermondia moglie del fu Bonaccorso "de Torello" e Bonaventura giubbonaio dal quarto (secondo quanto a proposito delle confinanze e delle dimensioni di tale appezzamento fu a me notaio riferito); del quale appezzamento di terra il detto Cremosano era investito per il fitto annuo di 7 lire mantovane piccole, da corrispondersi a detto Aicardino, secondo quanto si afferma sia ricompreso in un documento pubblico di investitura redatto da Agnello del fu signor Atto di Castellaro notaio del sacro palazzo. L'acquisto sarà fatto affinché il bene sia posseduto e goduto, e ne possa fare in perpetuo quel che gli piace il medesimo Cremosano, senza che si possa opporre il comune di Mantova o qualsiasi altra persona. Guido Bonacolsi concesse l'autorizzazione desiderando, stabilendo e decretando che il documento di acquisto che sarà redatto a proposito di questo appezzamento di terra e tutte le clausole che per mezzo di esso saranno messo per iscritto abbiano efficacia e restino e siano di piena osservanza, e che questo documento e tutto ciò che per mezzo di esso viene messo per iscritto costituisca un decreto e una deliberazione di detto signor capitano, alla quale non si contravvenga mai; ma desiderando, stabilendo e decretando al contrario che al medesimo Cremosano e ai suoi eredi tutto ciò sia integralmente e in perpetuo da osservare da parte del podestà, degli anziani e degli ufficiali del comune di Mantova, senza che costituisca elemento ostativo a nessuna delle clausole predette il fatto che il detto Aicardino risulti un confinato nel comune di Mantova, e senza che in forza di nessuno statuto, riformagione, decreto, diritto, ordine esecutivo o alcunché che osti o possa ostare; e a tutte questi elementi ostativi, di oggi e di domani, l'autorità del capitano e la pienezza del suo potere abrogò in piena consapevolezza, e derogò totalmente da esse.
Fatto a Mantova nella città vecchia, nella contrada di S. Maria Mater Domini, nella strada pubblica presso le case di abitazione del sopra ricordato signor capitano. Il giorno 9 novembre dell'anno della Natività 1301, della quattordicesima indizione, alla presenza in qualità di testi appositamente convocati dei signori Bailardino da Nogarole di Verona, Guido della Torre giudice, Piccardo del fu Menapace ambedue di Mantova.
(SN) E io Rolandino Bertolono, notaio per autorità imperiale e pubblico scriba del capitano fui presente a tutto quanto sopra e scrissi per impulso del signore e apposi il mio segno di riconoscimento.

Commento

Questo secondo documento redatto dal notaio Rolandino de Bertholono per conto di Guido Bonacolsi nell'anno 1301 presenta diverse analogie col precedente, risalente ad appena un anno avanti; a partire ovviamente dal fatto che si tratta, anche in questo caso, di un instrumentum notarile, a tutti gli effetti.

Simili sono le circostanze di redazione; anche in questo caso, a prova della informalità delle relazioni e della consuetudine quotidiana tra il notaio e il capitano del popolo, il documento è rogato nelle vicinanze della residenza di Guido Bonacolsi, per strada, nella città vecchia di Mantova.

Tra i testimoni, va sottolineata la presenza di un eminente miles veronese, Bailardino da Nogarole, uno dei più stretti collaboratori di Alberto I della Scala: un miles, ma attento a tutti gli aspetti del governare e dunque anche ai problemi della documentazione, se è vero che un notaio scaligero, Ivano di Bonafine de Berinzo, dedicò in questi stessi anni una raccolta di fac-similia documentari (Eloquium super arengis ad utilitatem illorum qui arrengant et consulunt rei publice) in parte comunali e in parte cancelleresco-signorili. Del resto, le magnifiche fonti documentarie mantovane, come il Liber privilegiorum comunis Mantue - un liber iurium del comune, promosso (nel 1291) per volontà di un signore cittadino - attestano con tutta evidenza il rapporto di profondissimo interscambio, di vera e propria simbiosi (anche sotto il profilo della "cultura documentaria") che intercorse per lunghi decenni tra la signoria scaligera di Verona e la signoria bonacolsiana di Mantova. Ciò sino a quando, nel 1328, Cangrande I della Scala, con una scelta politicamente improvvida, sostenne il "colpo di stato" dei Gonzaga e l'esautorazione dei Bonacolsi.

Guido Bonacolsi, capitano generale e perpetuo di Mantova, interviene a confermare preventivamente l'efficacia giuridica di un acquisto, che il cittadino mantovano Cremosano del fu Pietro Cremosani si apprestava a effettuare da Aicardino del fu Beo: già affittuario di questa vigna, Cremosano ne vuole acquisire la piena proprietà (ricomponendo dunque l'unità tra "diritto utile" e "diritto eminente" del bene). L'intervento del signore è necessario perché Aicardino del fu Beo è confinato (verosimilmente per motivi politici) dal comune di Mantova.
Anche in questo caso, la pietra di paragone alla quale si riconduce l'efficacia del futuro atto di acquisto è costituita dal decreto signorile, l'irrefragabile validità del quale è ben presente al notaio redattore. L'acquisto costituirà dnque "un decreto e una deliberazione del signor capitano, alla quale non si deve contravvenire" da parte del comune di Mantova.
Analoga al documento dell'anno 1300 è anche la formula con la quale il signore abroga, ora per allora, qualsiasi statuto, riformagione, decreto, ordine esecutivo (mandatum) che possa essere ostativo a questa sua manifestazione di volontà.

Non mancano sottili differenze, nel formulario dei due documenti; ma la stessa uniformità che li contraddistingue è significativa della consapevolezza, con la quale il notaio rogatario si muove in questo recinto "condominiale", in parte comunale e in parte signorile. Anche in questo caso, Rolandino de Bertholono si sottoscrive contemporaneamente come notaio pubblico per autorità imperiale e come scriba del capitano: una qualifica, si badi, che non è legata strutturalmente alla sua persona, che non è acquisita una volta per tutte, ma è un vestito che può essere indossato e dismesso (da lui, e da altri notai mantovani e bonacolsiani) a seconda delle circostanze.

Significative sono invece le differenze estrinseche di questo documento del 1301. Scritto sul lato lungo della pergamena, provvisto di ampi margini, caratterizzato nella prima riga da litterae elongatae e da una particolare accuratezza grafica (si osservi la I iniziale della intitulatio).

Bibliografia

G. GARDONI, L'esempio di Mantova, par. 3 di G. M. VARANINI, G. GARDONI, Notai vescovili del Duecento tra curia e città (Italia centro-settentrionale), in Il notaio e la città, a cura di V. Piergiovanni, Atti del convegno (Genova, 8-9 novembre 2007), Milano 2009, pp. 251-267.

P. TORELLI, Introduzione, in L'archivio Gonzaga di Mantova, I, Ostiglia-Verona 1920 (ristampa anastatica Bologna 1988), specie pp. XXIII-XXVII.

P. TORELLI, Capitanato del popolo e vicariato imperiale come elementi costitutivi della Signoria Bonacolsiana, in "Atti e memorie dell'Accademia virgiliana di Mantova", n.s., 14-16 (1921-23), pp. 73-221 (di cui le pp. 167-221 costituiscono una Appendice. Per un codice diplomatico mantovano).

G. M. VARANINI, I notai e la signoria cittadina. Appunti sulla documentazione dei Bonacolsi di Mantova fra Duecento e Trecento (rileggendo Pietro Torelli), in Scritture e potere. Pratiche documentarie e forme di governo nell’Italia tardomedievale (XIV-XV secolo), a cura di I. Lazzarini, sezione monografica di "Reti medievali - Rivista", IX (2008), http://www.storia.unifi.it/_RM/rivista/2008-1.htm#S_monografica.

Edizione, traduzione, commento: Gian Maria Varanini

Revisione redazionale e codifica: Gianmarco De Angelis