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Concessione

1303 maggio 6, Mantova, super platea ecclesie Sancte Marie Matris Domini

Guido Bonacolsi, capitano generale e perpetuo del comune e del popolo di Mantova, concede ad Antonio Maffei di Bologna, procuratore di Tebaldo vescovo di Verona (e in futuro ai procuratori dell'episcopio veronese), di poter recuperare insieme con il giurisperito Bernardino Nuvoloni di Mantova (e in futuro con i giudici pro tempore del comune di Mantova) beni e diritti dell'episcopio di Verona nella città e nel distretto di Mantova, e di prenderne possesso e di esigere quanto ad esso compete per via legale; promettendo da parte del giudice del maleficio e in generale degli officiali del comune di Mantova piena giustizia come se il vescovo di Verona fosse cittadino di Mantova, pur esentandolo dagli oneri fiscali connessi. Definisce inoltre questo provvedimento domini capitanei constitucio et constitutum speciale.

Originale (A), Archivio di Stato di Verona, Archivietti privati, Maffei, b. II, dipl. 1. Ivi copia semplice di mano del sec. XVIII (B), con correzioni di altra mano, preceduta dalla scritta "Exem<p>tio bonorum ad episcopum et episcopatum Veronensem in civitate ac districtu Mantuano spectantium, a quocumque onere, gravamine, factione, etc., concessa Tinibaldo <sic, per 'Tibaldo' o Tebaldo> episcopo Veronensi et eius successoribus a Guidone de Bonacolsis, capitaneo generali communis et populi Mantue, anno 1303, cuius autographum asservatur in archivo comitum de Bevilaquis, C. XII., N. IX, M. 1, rot. 2480". Tale scritta è cancellata con tre righe verticali. Sotto, della stessa mano che corregge, "Mantue dominus indulget episcopo Veronensi, ut via iuris agat contra quoscumque etiamsi publica onera cum Mantuanis non subeat".

Nel verso, di mano del XIV/XV sec.: "Instrumentum concesionis domini episcopi Verone de Mantuana". Sotto, di mano del XVIII sec. (?) "Antonius de Mapheis de Bononia 1303", e di mano, "licentia de Mantova a favore del vescovo di Verona ". Segnature archivistiche: di mano del sec. XVI, "C. 48 m. 2 n. 11, 1333 [sic] 6 maggio, mantovano"; di mano del XVI sec. "C. 12 n° 9 m. P(rim)o"; di mano del sec. XVIII, "n. 2480, 1303 6 maggio".

Pergamena di mm. 520x355, in buono stato di conservazione; inchiostro marrone. Conservata, ripiegata, in una busta di carta, con sigillo in ceralacca rossa, recante all'esterno scritta "Documento 1303 comprobante il passaggio della famiglia Maffei da Bologna a Verona avvenuto nel 1274, citato da Scipione Maffei nelle Memorie del generale Alessandro Maffei a carte 19, edizion di Verona del 1737".

Testo

In Christi nomine amen. Nobilis et magnificus dominus Guido de Bonacolsis comunis et populi Mantue capitaneus generalis et perennis, ex sui capitaneatus arbitrio et plenaria potestate, de certa scientia per omnem modum et formam per quem plenius et perfectius valet et effectum potest suscipere pleniorem, concessit et irretractabilem licentiam contulit discreto viro domino Antonio de Mapheis de Bononia in eius presentia constituto, sindico, nuncio et procuratori venerabilis et reverendi patris domini Timbaldi divina providentia episcopi Veronensis et episcopatus Verone, recipienti sindicario et procuratorio nomine prefatorum domini episcopi et episcopatus Verone et successorum domini episcopi prelibati, quod ipsedominus Antonius nomine predicto et omnes et singuli alii sindici, nuncii et procuratores ipsius domini episcopi et episcopatus Verone et successorum eiusdem qui nunc sunt sindici eorum vel erunt in futurumseu qui substituentur ab ipsis vel eorum aliquo, et dominus Bernardinus de Nuvolono iurisperitus et quilibet alii iurisperiti civitatis Mantue tribunal .. iudicis ad maleficiorum examensedentes vel sessuri vel aliorum officialium comunis eiusdem instantium et venturorum, possint adire terras, possessiones, res mobiles et immobiles, iura et iurisditiones et bona cuiuscumque generis ad dictum dominum episcopum, successores eius et episcopatum prelibatum spectantia et pertinentia sita in civitate et districtu Mantue a quacumque persona, personis, collegiis, corporibus vel universitatibus ecclesiasticis vel secularibus petituri et recuperaturi cum effectu et singula facturi et executuri in iudiciis et extra que litium merita exigunt et requirunt, qui iudex ad dictum examen maleficiorum consistens vel consessurus et reliqui officiales memorati comunis ut predictum est procuratores et sindicos atque advocatos prefati domini episcopi successorum (a) eius et episcopatus Verone agentes et advocantes pro ipsis domino episcopo et successoribus suis et episcopatu predicto preceptione domini capitanei prefati teneantur et debeantexaudire eis et cuilibet eorum exhibituri expedite plenitudinem rationis quemadmodum si prefatus dominus episcopus successores eius et episcopatus Verone cum comuni et hominibus Mantue subeuntibusonera et factiones et iurisditioni (b) comuni Mantue forent conexi. Ipse quoque dominus capitaneus ex dicto suo arbitrio et plenitudine potestatis de certa scientia dixit voluit sententiavitet diffiniendo pronunciavit hanc concessionem et singula presenti serie annotata ipsius domini capitanei constitutionem et constitutum speciale nullis temporibus dirimendumsed eisdem sindicis et procuratoribus sindicario nomine supradicto et ipsi domino episcopo et eius successoribus et episcopatui Verone per potestates eius, iudices, ancianos et reliquos officiales et ministrosmemorati comunis perpetue observandum. Premissis et alicui premissorum non repugnante quod dictus dominus episcopus et episcopatus Verone cum comuni et hominibus Mantue non subeant gravamina vel non faciant factiones nec stent posite sub rubrica de alienationibus prohibitis nec aliquo statuto, reformatione, decreto, iure, mandato et consuetudine nec alioquod obstaret vel obstare valeret nunc vel in posterum. Quibus obstantibus et obstaturis ipsius domini capitanei auctoritate et plenaria potestate sit abrogatum et totaliter derogatum. Et hec omnia et singula ad requisitionem et instantiam dicti domini Antonii sindicario nomine supradicto etc.
Actum est hoc die lune sexto intrante mense maii, anno dominice Nativitatis millesimo trecentesimo tercio prime indictionis, presentibus dominis Passarino de Bonacolsis, Mapheo de la Villa, Anfelisio de Anfelisiis notariis et Amadeo de Maraliis adhibitis testibus et rogatis. Mantue in civitate veteri, super platea ecclesie Sancte Marie Matris Domini.
(SN) Et ego Rolandinus de Bertholono civis Mantuanus, imperiali auctoritate notarius publicus dictique domini capitanei scriba eius iussu his omnibus presens scripsi signumque meum apposui consuetum.

(a) La prima c sopra il rigo

(b) Nel testo iurisditoni

Traduzione

Nel nome di Cristo, amen. Il nobile e magnifico signore Guido Bonacolsi, capitano generale e perpetuo del comune e del popolo di Mantova, sulla base della discrezionale autorità del suo capitaniato e del suo pieno potere, in piena consapevolezza e secondo ogni modalità dalla quale questo provvedimento potesse ricevere una più compiuta e perfetta efficacia, concesse e conferì una irrevocabile autorizzazione al distinto uomo signor Antonio Maffei di Bologna, personalmente presente dinanzi a lui - nella sua qualità di sindaco, emissario e procuratore del venerabile e reverendo padre signor Tebaldo vescovo di Verona e della sua diocesi per volontà della divina provvidenza - e pronto a ricevere in qualità di sindaco e procuratore dei predetti signor vescovo (e successori) ed episcopato di Verona, a che da un lato il detto signor Antonio Maffei a nome del vescovo e tutti e ciascuno gli altri sindaci, emissari e procuratori del vescovo e dell'episcopato di Verona e dei loro successori presenti e futuri o dei loro sostituti, e dall'altro il signor Bernardino Nuvoloni esperto di diritto e altri esperti di diritto della città di Mantova, sedendo ora o in futuro al tribunale del giudice penale o al tribunale di altri officiali del comune di Mantova presenti e futuri possano avere accesso alle terre, alle proprietà, ai beni mobili e immobili, ai diritti e alle giurisdizioni e ai beni di qualsivoglia natura spettanti al detto signor vescovo, ai suoi successori e all'episcopato predetto, siti nella città e nel territorio di Mantova con lo scopo di ottenere e recuperare da qualunque persona, collegio, corporazione, comunità ecclesiastica o secolare, di procedere in sede giudiziale e extragiudiziale riguardo a ciò che richiede ed esige il merito delle controversie. Il quale giudice che procede ora o in futuro all'esame di detti fatti penalmente rilevanti, e gli altri sopra ricordati officiali del comune, come si è detto, citando e convocando in giudizio i procuratori del predetto vescovo e successori, per ordine del signor capitano predetto siano tenuti a prestare loro ascolto, e disposti a concedere loro speditamente piena giustizia, come se il predetto vescovo, i suoi successori e l'episcopato di Verona si trovassero nelle stesse condizioni del comune e degli uomini di Mantova che adempiono agli obblighi fiscali. E il predetto capitano in piena consapevolezza, sulla base della sua discrezionale e piena autorità disse, volle e deliberò e in forma di definitiva sentenza proferì che che questa concessione e tutte le sue clausole qui annotate costituiscono una determinazione e una sua specifica deliberazione, da non revocare assolutamente mai in dubbio, ma al contrario da osservarsi perpetuamente da parte dei podestà, dei giudici, degli anziani e degli altri officiali del predetto comune di Mantova, a vantaggio dei sindaci, procuratori agenti in qualità di sindaci, del vescovo stesso e dell'episcopato di Verona; senza che alle cose qui sopra esposte né ad alcuna di esse potesse ostare il fatto che il vescovo e l'episcopato di Verona non adempiono agli obblighi fiscali né si trovino sotto la rubrica delle alienazioni vietate, né possa avere carattere ostativo qualsiasi statuto, riformagione, decreto, diritto, ordine e consuetudine, né qualsiasi altra cosa che sia ostativa o possa esserlo ora e in futuro (le quali eventuali norme ostative si intendano integralmente abrogate, o ad esse integralmente si deroghi per l'autorità e la piena potestà del signor capitano). E tutti e ciascuno i detti provvedimenti sono presi a richiesta e su precisa domanda del signor Antonio predetto, che agisce come detto in qualità di sindaco ecc.
Ciò fu fatto nel giorno di lunedì 6 maggio, nell'anno della natività del signore 1303, nella prima indizione, alla presenza di Passerino Bonacolsi, Matteo della Villa e Anfelisio Anfelisi notai, e Andrea Maragli testi, richiesti ed effettivamente agenti come tali, a Mantova nella città vecchia, nella piazza della chiesa di S. Maria Mater Domini.
E io Rolandino di Bertolone cittadino di Mantova, notaio pubblico per autorità imperiale e scriba del detto signor capitano, presente a tutto quanto sopra, per suo ordine scrissi e apposi il mio solito segno notarile.

Commento

Anche il terzo documento bonacolsiano redatto da Rolandino de Bertholono il 6 maggio 1303 è un instrumentum notarile, e resta dunque al di qua dello spartiacque che distingue (come specificato nella premessa a questa sezione dell'Atlante) il documento cancelleresco.

Alla presenza tra gli altri di Passerino Bonacolsi e di un altro notaio importante che fa parte come lui dell'entourage bonacolsiano (Anfelisio Anfelisi), Rolandino de Bertholono è chiamato ancora una volta a dar veste formale a un atto di piena volontà del "nobilis et magnificus dominus Guido de Bonacolsis, comunis et populi Mantue capitaneus generalis et perennis", che agisce "ex sui capitaneatus arbitrio et plenaria potestate, de certa scientia per omnem modum et formam per quem plenius et perfectius valet et effectum potest suscipere pleniorem". I fondamenti giuridici e politici che sottostanno a questa manifestazione della volontà del governante sono quelli consueti: la perennità del capitaniato - carica che riguarda il "comune" e il "popolo" di Mantova, distintamente menzionati; l'arbitrium ovvero la discrezionalità connessa a tale capitaniato e la plenaria potestas, formula scelta in questo caso come variatio della consueta plenitudo potestatis, utilizzata invece nel 1300 e nel 1301.

La particolare accuratezza nel sottolineare che l'atto potrà/potrebbe avvantaggiarsi di perfezionamenti formali e sostanziali, che differenzia il formulario adottato in questa occasione, è probabilmente dovuta al fatto che il destinatario non è, in questa occasione, un mantovano. Si tratta infatti del procuratore del vescovo di Verona Tebaldo, nella persona di Antonio Maffei di Bologna: il capostipite della famiglia alla quale appartenne, quattro secoli dopo, uno dei fondatori della diplomatica moderna, il marchese Al Maffei Guido Bonacolsi concede, con l'avallo del giurisperito mantovano Bernardino de Nuvolono, l'assoggettamento dei beni dell'episcopio veronese ubicati nella città e nel distretto di Mantova allo stesso regime giurisdizionale e fiscale dei cittadini mantovani ("quemadmodum si prefatus dominus episcopus, successores eius et episcopatus Verone cum comuni et hominibus Mantue subeuntibus onera et factiones et iurisditioni comuni Mantue forent conexi").

Rispetto ai documenti degli anni precedenti, identiche sono le scelte per quello che riguarda il lessico della sovranità: la plenitudo potestatis, l'arbitrium. Pari è lo scrupolo nell'assicurare - rispetto ad una normativa comunale ancora fortemente sentita come cogente - l'efficacia del provvedimento, menzionando con precisione la deroga che la volontà signorile introduce: si tratta di fare in modo che il vescovo di Verona ottenga di fronte ai giudici del comune mantovano piena giustizia ("plenitudo rationis") come se fosse cittadino di Mantova ("quemadmodum si prefatus dominus episcopus successores eius et episcopatus Verone cum comuni et hominibus Mantue subeuntibusonera et factiones et iurisditioni comuni Mantue forent conexi"). Solo lievissimamente diverse - eppure anche questo è significativo perché come si vedrà nel documento del 1303 Rolandino de Bertholono si mostra più sensibile alle "radici" comunali (e dunque menziona "comune et populus", così come fa pure nel 1301, laddove nel 1300 aveva sbrigativamente fatto riferimento alla città nel suo insieme) - le locuzioni usate per definire l'auctor del documento:

1300: Nobilis et magnificus dominus Guido de Bonacolsis generalis et perpetuus Mantue capitaneus.
1301: Nobilis et magnificus vir dominus Guido de Bonacolsis comunis et populi Mantue capitaneus generalis et perennis.
1303: Nobilis et magnificus dominus Guido de Bonacolsis comunis et populi Mantue capitaneus generalis et perennis.

Vi sono tuttavia alcuni particolari significativi, che provano come il notaio Rolandino de Bertholono abbia usato, in questa circostanza, una maggiore cautela e un maggior rispetto delle forme documentarie comunali. Intanto, egli evita di definire decretum questa decisione signorile e usa l'espressione "domini capitanei constitucio et constitutum speciale". Inoltre si sottoscrive in maniera lievemente diversa, come prova il confronto tra questo documento e i documenti ai quali sono dedicate le schede precedenti, aggiungendo in questa occasione la dizione "civis Mantuanus" alla propria qualificazione di notaio "imperiali auctoritate" e di "scriba domini capitanei".

1300: (SN) Et ego Rolandinus de Bertholono imperiali auctoritate notarius publicus dictique domini capitanei scriba eius iussu hiis presens scripsi signumque meum apposui consuetum.
1301: (SN) ET EGO Rolandinus de Bertholono imperiali auctoritate notarius publicus dictique capitanei scriba his omnibus presens scripsiiussu domini capitanei signumque meum apposui consuetum.
1303: (SN) Et ego Rolandinus de Bertholono civis Mantuanus, imperiali auctoritate notarius publicus dictique domini capitanei scriba eius iussu his omnibus presens scripsi signumque meum apposui consuetum.

La tensione verso la dimensione cancelleresca resta dunque consapevolmente disciplinata e raffrenata entro la gabbia concettuale e formulare del documento notarile.

Bibliografia

G. GARDONI, L'esempio di Mantova, par. 3 di G. M. VARANINI, G. GARDONI, Notai vescovili del Duecento tra curia e città (Italia centro-settentrionale), in Il notaio e la città, a cura di V. Piergiovanni, Atti del convegno (Genova, 8-9 novembre 2007), Milano 2009, pp. 251-267.

P. TORELLI, Introduzione, in L'archivio Gonzaga di Mantova, I, Ostiglia-Verona 1920 (ristampa anastatica Bologna 1988), specie pp. XXIII-XXVII.

P. TORELLI, Capitanato del popolo e vicariato imperiale come elementi costitutivi della Signoria Bonacolsiana, in "Atti e memorie dell'Accademia virgiliana di Mantova", n.s., 14-16 (1921-23), pp. 73-221 (di cui le pp. 167-221 costituiscono una Appendice. Per un codice diplomatico mantovano).

G. M. VARANINI, I notai e la signoria cittadina. Appunti sulla documentazione dei Bonacolsi di Mantova fra Duecento e Trecento (rileggendo Pietro Torelli), in Scritture e potere. Pratiche documentarie e forme di governo nell’Italia tardomedievale (XIV-XV secolo), a cura di I. Lazzarini, sezione monografica di "Reti medievali - Rivista", IX (2008), http://www.storia.unifi.it/_RM/rivista/2008-1.htm#S_monografica.

Edizione, traduzione, commento: Gian Maria Varanini

Revisione redazionale e codifica: Gianmarco De Angelis