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Concessione

1303 maggio 6 Mantova, super platea ecclesie Sancte Marie Matris Domini

In Christi nomine amen. Nobilis et magnificus dominus Guido de Bonacolsis comunis et populi Mantue capitaneus generalis et perennis, ex sui capitaneatus arbitrio et plenaria potestate, de certa scientia per omnem modum et formam per quem plenius et perfectius valet et effectum potest suscipere pleniorem, concessit et irretractabilem licentiam contulit discreto viro domino Antonio de Mapheis de Bononia in eius presentia constituto, sindico, nuncio et procuratori venerabilis et reverendi patris domini Timbaldi divina providentia episcopi Veronensis et episcopatus Verone, recipienti sindicario et procuratorio nomine prefatorum domini episcopi et episcopatus Verone et successorum domini episcopi prelibati, quod ipsedominus Antonius nomine predicto et omnes et singuli alii sindici, nuncii et procuratores ipsius domini episcopi et episcopatus Verone et successorum eiusdem qui nunc sunt sindici eorum vel erunt in futurumseu qui substituentur ab ipsis vel eorum aliquo, et dominus Bernardinus de Nuvolono iurisperitus et quilibet alii iurisperiti civitatis Mantue tribunal .. iudicis ad maleficiorum examensedentes vel sessuri vel aliorum officialium comunis eiusdem instantium et venturorum, possint adire terras, possessiones, res mobiles et immobiles, iura et iurisditiones et bona cuiuscumque generis ad dictum dominum episcopum, successores eius et episcopatum prelibatum spectantia et pertinentia sita in civitate et districtu Mantue a quacumque persona, personis, collegiis, corporibus vel universitatibus ecclesiasticis vel secularibus petituri et recuperaturi cum effectu et singula facturi et executuri in iudiciis et extra que litium merita exigunt et requirunt, qui iudex ad dictum examen maleficiorum consistens vel consessurus et reliqui officiales memorati comunis ut predictum est procuratores et sindicos atque advocatos prefati domini episcopi successorum (a) eius et episcopatus Verone agentes et advocantes pro ipsis domino episcopo et successoribus suis et episcopatu predicto preceptione domini capitanei prefati teneantur et debeantexaudire eis et cuilibet eorum exhibituri expedite plenitudinem rationis quemadmodum si prefatus dominus episcopus successores eius et episcopatus Verone cum comuni et hominibus Mantue subeuntibusonera et factiones et iurisditioni (b) comuni Mantue forent conexi. Ipse quoque dominus capitaneus ex dicto suo arbitrio et plenitudine potestatis de certa scientia dixit voluit sententiavitet diffiniendo pronunciavit hanc concessionem et singula presenti serie annotata ipsius domini capitanei constitutionem et constitutum speciale nullis temporibus dirimendumsed eisdem sindicis et procuratoribus sindicario nomine supradicto et ipsi domino episcopo et eius successoribus et episcopatui Verone per potestates eius, iudices, ancianos et reliquos officiales et ministrosmemorati comunis perpetue observandum. Premissis et alicui premissorum non repugnante quod dictus dominus episcopus et episcopatus Verone cum comuni et hominibus Mantue non subeant gravamina vel non faciant factiones nec stent posite sub rubrica de alienationibus prohibitis nec aliquo statuto, reformatione, decreto, iure, mandato et consuetudine nec alioquod obstaret vel obstare valeret nunc vel in posterum. Quibus obstantibus et obstaturis ipsius domini capitanei auctoritate et plenaria potestate sit abrogatum et totaliter derogatum. Et hec omnia et singula ad requisitionem et instantiam dicti domini Antonii sindicario nomine supradicto etc.
Actum est hoc die lune sexto intrante mense maii, anno dominice Nativitatis millesimo trecentesimo tercio prime indictionis, presentibus dominis Passarino de Bonacolsis, Mapheo de la Villa, Anfelisio de Anfelisiis notariis et Amadeo de Maraliis adhibitis testibus et rogatis. Mantue in civitate veteri, super platea ecclesie Sancte Marie Matris Domini.
(SN) Et ego Rolandinus de Bertholono civis Mantuanus, imperiali auctoritate notarius publicus dictique domini capitanei scriba eius iussu his omnibus presens scripsi signumque meum apposui consuetum.

(a) La prima c sopra il rigo

(b) Nel testo iurisditoni

Nel nome di Cristo, amen. Il nobile e magnifico signore Guido Bonacolsi, capitano generale e perpetuo del comune e del popolo di Mantova, sulla base della discrezionale autorità del suo capitaniato e del suo pieno potere, in piena consapevolezza e secondo ogni modalità dalla quale questo provvedimento potesse ricevere una più compiuta e perfetta efficacia, concesse e conferì una irrevocabile autorizzazione al distinto uomo signor Antonio Maffei di Bologna, personalmente presente dinanzi a lui - nella sua qualità di sindaco, emissario e procuratore del venerabile e reverendo padre signor Tebaldo vescovo di Verona e della sua diocesi per volontà della divina provvidenza - e pronto a ricevere in qualità di sindaco e procuratore dei predetti signor vescovo (e successori) ed episcopato di Verona, a che da un lato il detto signor Antonio Maffei a nome del vescovo e tutti e ciascuno gli altri sindaci, emissari e procuratori del vescovo e dell'episcopato di Verona e dei loro successori presenti e futuri o dei loro sostituti, e dall'altro il signor Bernardino Nuvoloni esperto di diritto e altri esperti di diritto della città di Mantova, sedendo ora o in futuro al tribunale del giudice penale o al tribunale di altri officiali del comune di Mantova presenti e futuri possano avere accesso alle terre, alle proprietà, ai beni mobili e immobili, ai diritti e alle giurisdizioni e ai beni di qualsivoglia natura spettanti al detto signor vescovo, ai suoi successori e all'episcopato predetto, siti nella città e nel territorio di Mantova con lo scopo di ottenere e recuperare da qualunque persona, collegio, corporazione, comunità ecclesiastica o secolare, di procedere in sede giudiziale e extragiudiziale riguardo a ciò che richiede ed esige il merito delle controversie. Il quale giudice che procede ora o in futuro all'esame di detti fatti penalmente rilevanti, e gli altri sopra ricordati officiali del comune, come si è detto, citando e convocando in giudizio i procuratori del predetto vescovo e successori, per ordine del signor capitano predetto siano tenuti a prestare loro ascolto, e disposti a concedere loro speditamente piena giustizia, come se il predetto vescovo, i suoi successori e l'episcopato di Verona si trovassero nelle stesse condizioni del comune e degli uomini di Mantova che adempiono agli obblighi fiscali. E il predetto capitano in piena consapevolezza, sulla base della sua discrezionale e piena autorità disse, volle e deliberò e in forma di definitiva sentenza proferì che che questa concessione e tutte le sue clausole qui annotate costituiscono una determinazione e una sua specifica deliberazione, da non revocare assolutamente mai in dubbio, ma al contrario da osservarsi perpetuamente da parte dei podestà, dei giudici, degli anziani e degli altri officiali del predetto comune di Mantova, a vantaggio dei sindaci, procuratori agenti in qualità di sindaci, del vescovo stesso e dell'episcopato di Verona; senza che alle cose qui sopra esposte né ad alcuna di esse potesse ostare il fatto che il vescovo e l'episcopato di Verona non adempiono agli obblighi fiscali né si trovino sotto la rubrica delle alienazioni vietate, né possa avere carattere ostativo qualsiasi statuto, riformagione, decreto, diritto, ordine e consuetudine, né qualsiasi altra cosa che sia ostativa o possa esserlo ora e in futuro (le quali eventuali norme ostative si intendano integralmente abrogate, o ad esse integralmente si deroghi per l'autorità e la piena potestà del signor capitano). E tutti e ciascuno i detti provvedimenti sono presi a richiesta e su precisa domanda del signor Antonio predetto, che agisce come detto in qualità di sindaco ecc.
Ciò fu fatto nel giorno di lunedì 6 maggio, nell'anno della natività del signore 1303, nella prima indizione, alla presenza di Passerino Bonacolsi, Matteo della Villa e Anfelisio Anfelisi notai, e Andrea Maragli testi, richiesti ed effettivamente agenti come tali, a Mantova nella città vecchia, nella piazza della chiesa di S. Maria Mater Domini.
E io Rolandino di Bertolone cittadino di Mantova, notaio pubblico per autorità imperiale e scriba del detto signor capitano, presente a tutto quanto sopra, per suo ordine scrissi e apposi il mio solito segno notarile.