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Proscioglimento da bando

1323 gennaio 23, Mantova, in domo habitationis domini Botironi

Butirone Bonacolsi, vicario imperiale di Mantova e signore di Modena, proscioglie Semprebene del fu Brognolo de Dosso Tribulorum dal banno inflittogli per l'omicidio di Petrezolo di Brescianino, essendo intervenuta una pacificazione tra le parti.

Originale (A), Archivio di Stato di Mantova, Archivio dell'Ospedale, b. 1, Privilegi, concessioni ecc. dei Signori di Mantova, fasc. 1, 3.

Pergamena di mm. 275x238, in mediocre stato di conservazione, con tracce di muffa nella parte sinistra; inchiostro marrone. Nel recto, in basso, il timbro dell'Ospedale di Mantova; nessuna scritta nel verso se non una datazione a matita "1323", e il numero "3", pure a matita, apposti recentemente.

Testo

In nomine Domini amen. Anno eiusdem a nativitate millesimo trecentesimo vicesimo tertio, indictione sexta, die sabbati vicesimo secundo mensis ianuarii, in presentia mei notarii et testium subscriptorum. Nobilis et magnificus vir dominus Botironus de Bonacolsis per sacrum Romanum imperium vicarius Mantue, dominus civitatis Mutine generalis, ex arbitrio suo et auctoritate qua fungitur in civitate Mantue et districtu de gratia speciali absolvit et liberavit Semprebenum quondam domini Brognolli de Dossu Tribulorum a banno perpetuo et omni condemnatione de ipso factis occasione vulnerum et homicidii per eum commissorum in personam quondam domini Petrezoli de Brexanino de Dossu Tribulorum, restituens eundem Semprebenum ad omnia sua bona cum constet eidem domino Botirono prefatum Semprebenum de predictis pervenisse ad veram pacem et concordiam cum .. filiis .. fratribus et attinentibus dicti quondam domini Petrezoli ut patet publice instrumento scripto per Petrinum filium quondam domini Petri de Muratoribus notarium publicum a me Forese notario viso et lecto, volens et mandans idem dominus Botironus predictum banum et condempnationem per .. officiales comunis Mantue de libris dicti comunis cassari et cancellari debere et ex nunc pro cassis et cancellatis haberi. Ita quod idem Semprebenus dicta occasione non possit de cetero personaliter seu realiter molestari vel aliquatenus inquietari. Actum Mantue in domo habitationis supradicti domini Botironi, presentibus testibus dominis Loysio de Gonzaga, Scapino et Clerico de Tribulis ac Francischino de Aquartatore civibus Mantue ad predicta vocatis et rogatis.
(SN) Ego Forese quondam ser Manetti publicus apostolica et imperiali auctoritate notarius predicta omnia coram me acta rogatus publice scripsi, meoque solito signo et nomine roboravi.

Traduzione

Nel nome del Signore, amen. Nell'anno 1323 dalla Natività, nella sesta indizione, nel giorno di sabato 22 del mese di gennaio, alla presenza di me notaio e dei testi sotto indicati. Il nobile e magnifico uomo, signor Butirone Bonacolsi, vicario di Mantova a nome e per conto dell'impero romano, signore generale della città di Modena, sulla base del suo arbitrio e con l'autorità della quale si avvale nella città di Mantova e nel territorio, mediante una speciale concessione di grazia assolse e liberò Semprebeno del fu signor Brognolo di Dossus Tribulorum dal bando perpetuo e da ogni condanna irrogata a suo riguardo in occasione del ferimento e dell'omicidio da lui commesso in danno del fu signor Petrezolo di Breessanino di Dossus Tribulorum, restituendolo alla pienezza del suo patrimonio; e fece ciò perché consta al signor Butirone che il predetto Semprebeno, a proposito della citata questione, giunse ad una effettiva riconciliazione e concordia coi figli, i fratelli e i parenti del defunto signor Petrezolo, come risulta in forma pubblica da un documento scritto dal notaio pubblico Petrino del fu signor Pietro de Muratoribus e da me Forese veduto e letto. Il medesimo signor Butirone (lo assolse e liberò) deliberando e dando ordine che il predetto bando e la condanna sia cancellato dai libri del comune e annullato da parte degli officiali del comune di Mantova, e sia ritenuto per annullato e cancellato definitivamente; in modo tale che il medesimo Semprebeno non debba d'ora in poi essere molestato o in qualsiasi modo disturbato riguardo alla detta questione. Fatto a Mantova nella casa d'abitazione del sopra citato signor Butirone, alla presenza come testimone dei signori Ludovico Gonzaga, di Scapino, di Chierico de Tribulis e Franceschino di Aquartatore, cittadini di Mantova citati e richiesti di prerenzialre alle questioni su esposte.
Io Forese del fu Manetto, notaio pubblico per conferma papale e imperiale, essendone stato richiesto ho scritto in forma pubblica tutto quanto sopra, verificatosi alla mia presenza, e ho convalidato col mio solito segno e con la mia sottoscrizione.

Commento

Un ulteriore documento bonacolsiano del 1323 (si tratta questa volta di un proscioglimento dal bando del colpevole di un omicidio) consente di evidenziare il fatto che al consolidamento istituzionale e politico della signoria cittadina in Mantova non corrisponde necessariamente e "meccanicamente" un progresso nell'adozione delle tipologie cancelleresche di documentazione.

Nel 1311, in occasione della spedizione in Italia di Enrico VII di Lussemburgo, Passerino e Butirone Bonacolsi avevano ricevuto la concessione della carica vitalizia di vicari imperiali: avevano dunque fatto un passo decisivo sulla via della legittimazione della loro autorità, che da questo momento non è soltanto conferita dal consiglio cittadino, ma è anche ratificata dalla più alta istanza politica. E infatti nella documentazione degli anni e decenni successivi la nuova denominazione è puntualmente adottata. Nel documento del 1323 che qui esaminiamo, Butirone Bonacolsi è infatti appellato con gran scrupolo "nobilis et magnificus vir … per sacrum romanum imperium vicarius Mantue et dominus civitatis Mutine", con attenta distinzione dunque dei diversi titoli giuridici in forza dei quali egli governava le due città: vicario imperiale a Mantova, semplice dominus a Modena. E tuttavia questa denominazione appare, a Mantova, in un documento che ha caratteristiche puramente e semplicemente notarili e che - se ragioniamo in termini di un progresso lineare dalla tipologia notarile a quella cancelleresca - segna un arretramento rispetto ai documenti degli anni 1300-1302. Infatti il notaio Forese del fu ser Manetto, roga bensì in casa del signore, e si tratta ovviamente di un atto compiuto "arbitrio suo et auctoritate qua fungitur in civitate Mantue et districtu" (nello specifico, è la cancellazione di un bando); ma si sottoscrive semplicemente come "publicus apostolica et imperiali auctoritate notarius", adotta l'invocatio e la datazione tradizionali, menziona i testimoni appunto come in qualsiasi instrumentum notarile.

Bibliografia

G. GARDONI, L'esempio di Mantova, par. 3 di G. M. VARANINI, G. GARDONI, Notai vescovili del Duecento tra curia e città (Italia centro-settentrionale), in Il notaio e la città, a cura di V. Piergiovanni, Atti del convegno (Genova, 8-9 novembre 2007), Milano 2009, pp. 251-267.

P. TORELLI, Introduzione, in L'archivio Gonzaga di Mantova, I, Ostiglia-Verona 1920 (ristampa anastatica Bologna 1988), specie pp. XXIII-XXVII.

P. TORELLI, Capitanato del popolo e vicariato imperiale come elementi costitutivi della Signoria Bonacolsiana, in "Atti e memorie dell'Accademia virgiliana di Mantova", n.s., 14-16 (1921-23), pp. 73-221 (di cui le pp. 167-221 costituiscono una Appendice. Per un codice diplomatico mantovano).

G. M. VARANINI, I notai e la signoria cittadina. Appunti sulla documentazione dei Bonacolsi di Mantova fra Duecento e Trecento (rileggendo Pietro Torelli), in Scritture e potere. Pratiche documentarie e forme di governo nell’Italia tardomedievale (XIV-XV secolo), a cura di I. Lazzarini, sezione monografica di "Reti medievali - Rivista", IX (2008), http://www.storia.unifi.it/_RM/rivista/2008-1.htm#S_monografica.

Edizione, traduzione, commento: Gian Maria Varanini

Revisione redazionale e codifica: Gianmarco De Angelis