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Verbale di presentazione di lettere di vicario vescovile inserte

1283 novembre 19 CavagliÓ, apud ecclesiam Sancti Petri

(ST) Anno nativitatis Domini milleximo ducentesimo octuagessimo tercio, indicione XI, die veneris XVIIII mensis novembris. Dominus frater Iacobus de Blanšate canonicus ecclesie Sancti Andree Vercellensis a parte et nomine domini abbatis Sancti Andree iamscripti presentavit literas sigillatas sigillo cereo per dominum Eusebium de Bondonnis vicarium ecclesie Vercellensis, quarum literarum tenor talis est:

Eusebius de Bondonnis maior ecclesie Sancte Marie Vercellarum vicarius domini Aymonis Dei gracia episcopi Vercellensis et comitis domino Uberto de Fraxeneto clerico ecclesie Sancti Petri de Cabaliaca salutem in Domino. Conquestus est nobis dominus abbas Sancti Andree Vercellarum quod fratres Sancti Antonii de monte Perosso, qui quidem fratres subiecti sunt ipsi domino abbati, inquietatis indebite et turbatis. Quapropter vobis mandamus monendo atque sub pena excomunicacionis districte precipiendo quatinus cum dicto domino abbate debeatis vos amicabiliter concordare de iniuria vel turbacione illa quam intulistis fratribus memoratis vel coram nobis tercia die post harum presentacionem coram nobis comparere curetis dicto domino abbati de iusticia responssuri super predictis. Quem terminum unum pro tribus et perhentorie vobis duximus assignandum.

Actum in Cabaliaca apud ecclesiam Sancti Petri. Interfuerunt testes Thomas murator qui stat in Cabaliaca et Boyacius famulus predicti domini Uberti.
(ST) Ego Vercellinus notarius de Cabaliacha interfui, scribi feci et me subscripsi.

Viene qui proposto un verbale di presentazione di una convocazione giudiziaria in forma di epistola.
Tale verbale contiene inserte le lettere, prive di formule di datazione, con cui il vicario del vescovo di Vercelli Aimone di Challant si rivolge a un chierico della diocesi di Vercelli, per la precisione un chierico della chiesa di San Pietro di CavagliÓ (in provincia di Biella, a ovest del lago di Viverone), ordinandogli di giungere ad un accordo amichevole con l'abate della canonica vittorina di Sant'Andrea di Vercelli dal quale dipendevano i frati di Sant'Antonio de monte Perosso di cui egli, il chierico, aveva indebitamente turbato la quiete. Nel caso in cui le due parti non addivenissero all'accordo auspicato dal vicario, quest'ultimo convoca il chierico a rispondere in giudizio, di fronte al tribunale vescovile presieduto dal vicario stesso, delle accuse dell'abate.

L'originale delle lettere vicariali inserte nell'istrumento rogato dal notaio di CavagliÓ Vercellino era di forme cancelleresche, sigillato mediante un sigillo cereo fatto apporre dallo stesso vicario Eusebio de Bondonnis ("literas sigillatas sigillo cereo per dominum Eusebium de Bondonnis vicarium ecclesie Vercellensis"). Un agente dell'abate di Sant'Andrea si reca a CavagliÓ e, "apud ecclesiam Sancti Petri", consegna le lettere non si sa a chi; certo non al destinatario, il chierico Uberto da Frassineto, del quale Ŕ per˛ presente un famulo che agisce da testimone.

La modalitÓ di consegna delle lettere, operata non da un agente dell'autoritÓ giudiziaria ma dalla controparte, Ŕ tipica dei modi di funzionamento della giustizia vescovile, almeno nella diocesi di Vercelli al tempo del vescovo Aimone di Challant (1273-1303). Qui interessa far rilevare intanto come ci si trovi di fronte a uno dei molti casi di documento che reca in sÚ un altro documento, in copia autentica, secondo modalitÓ ben note alla prassi documentaria italiana bassomedievale; e poi, cosa ancora pi¨ importante, che l'inserimento risulta in questo caso del tutto funzionale agli scopi pratici che le lettere, nel loro essere una intimazione e convocazione giudiziaria, si propongono: le lettere, come si Ŕ giÓ detto, sono prive di data, ma la convocazione di fronte al vicario Ŕ prescritta al chierico Uberto per il terzo giorno dopo la presentazione delle lettere stesse ("tercia die post harum presentacionem"). La data di tale presentazione Ŕ quella posta in testa all'istrumento in cui Ŕ inserta l'epistola del vicario vescovile, il 19 novembre 1283.

Bibliografia

A. OLIVIERI, 'Notai del vescovo' e 'notai per il vescovo'. Il caso del vescovo di Vercelli Aimone di Challant (1273-1303) nel quadro dell'evoluzione delle cancellerie vescovili tardo duecentesche nell'Italia settentrionale, in miscellanea in stampa, Udine 2009.