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Conferma di privilegio <d'immunità fiscale>

1313 aprile 4 Verona, in camino Domus Nove <comunis Verone>

Die mercurii quarto aprilis, in camino Domus Nove presentibus Francisco magistri Paxolini notarii et Francisco notario a Botesselis testibus et aliis. Licet ad quorumlibet fidellium subditorum et amicorum intimorum domini vicarii nostri prosequenda servicia nostri favoris concrescat intencio, illis tamen specialitate est debitrix quos pro honore statu et servicio domini vicarii domusque sue et comunis Verone penas, periculla ac diversa tormenta manifeste vidimus ab experto fuisse perpessos. Nos Fredericus de la Schalla Verone potestas pro magnifico domino Cane Grandi de la Schalla sacri imperii vicario Verone et Vicentie considerantes pure fidei et devotionis constantiam quam dominus Petrus de Sacho iuris peritus erga dominum vicarium memoratum domumque suam et comune Verone semper noscitur habuisse, et atendentes atentius ad grata et accepta servicia et ad tormentorum pasiones quas pro honore et statu virorum nobillium dominorum Albuyni de la Scalla recolende memorie et Canis grandis fratris de la Scalla vicariorum etc. fideli devotione substinuit, volumus et iuxta ancianorum mensium marcii et aprilis seriem presentibus districte mandamus omnibus et singulis officialibus comunis Verone tam presentibus quam futuris cuiuscumque conditionis existant quatenus privilegium immunitatis graciosse concessum domino Petro de Sacho prefato et suis descendentibus per bone memorie dominos Albuynum et Canem Grandem de la Scala vicarium etc. inviolabiliter debeat observari, poena et banno nostro arbitrio auferendis.
Anno Domini millesimo tricentesimo terciodecimo inditione undecima.
Ego Yvanus domini Bonefine notarius prefatus domini potestatis scripsi.

Mercoledì 4 aprile, nella sala della Domus Nova del comune, alla presenza, come testimoni, di Francesco di mastro Pasolino notaio, di Francesco notaio dalle Botticelle e altri. Benché cresca fortemente l'intenzione della nostra benevolenza di premiare i servigi resi da tutti quanti i fedeli, sudditi, e stretti amici del vicario, nostro signore, tale intenzione è tuttavia in debito specialmente con coloro che con evidenza abbiamo visto per prova provata aver patito pene, pericoli e torture per l'onore, il miglior successo e il servizio reso al signor vicario, alla casa scaligera, e al comune di Verona. Noi Federico della Scala, podestà di Verona per il magnifico signore Cangrande della Scala vicario di Verona e Vicenza per il sacro impero, considerando l'indefettibilità della fedeltà purissima e della devozione che notoriamente il giudice Pietro da Sacco ha sempre avuto verso il signor vicario ora ricordato, la sua casata e il comune di Verona, e prestando attenzione particolare ai servigi graditissimi da lui svolti nonché alle torture che per l'onore e il miglior successo dei nobili uomini signori Alboino di venerata memoria e Cangrande suo fratello della Scala egli sopportò con fedele devozione, vogliamo e diamo ordine strettissimo mediante la presente a tutti e ciascuno i funzionari del comune di Verona di qualsivoglia condizione, presenti e futuri, secondo la successione degli anziani di marzo e di aprile, che il privilegio di immunità concesso per grazia a Pietro da Sacco e ai suoi discendenti dai signori Alboino di buona memoria e Cangrande vicario eccetera debba inviolabilmente essere osservata, sotto pena di un'ammenda a nostra discrezione.
Nell'anno del signore 1313, prima indizione.
Io Ivano figlio del signor Bonafine, notaio predetto del signor podestà, ho scritto.