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Donazione

1331 luglio 10 Verona

Cum domum Dei (a) deceat, sanctitudo cuius in pace factus est locus, ut eius sit cultus debita veneratione pacificus ipsius oportet servicio mancipatos, utpote non exteris actibus inherentes piis quorumcumque affectibus in temporalium exhibitione iuvari. Nos igitur Albertus et Mastinus fratres de la Scala, civitatum Verone, Padue, Vincentie, Tarvixii, Feltri et Belluni capitanei et domini generales, ob Dei reverentiam et honorem ac beate Marie Virginis matris eius et beate virginis et martiris Catherine in cuius laudem infrascriptum monasterium noscitur esse constructum, divino affectu ac inducti pietatis intuytu, volentesque renovare quandam concessionem et datam factam per quondam bone memorie magnificum dominum Canem grandem de la Scala dicto monasterio infrascripto de terre pecia infrascripta ex nostri capitaneatus officio et de nostre plenitudine potestatis ac ex certa scientia, damus et concedimus monasterio sive ecclesie Sancte Catherine de ultra Thombam Verone ac priori qui nunc regit in monasterio predicto et habitantibus nunc et rectoribus qui pro tempore fuerint et habitaverint in futurum unam peciam terre que est sexaginta camporum in Campanea Verone prope Sancte Catherine monasterium antedictum, coheret ei ab una parte clevus comunis Verone, ab alia parte Campanea comunis Verone, ab alia sors que appellatur sors Malefidei, ab alia tenet et possidet monasterium predictum Sancte Catherine, ita quod dicti prior et habitantes ibidem seu qui pro tempore fuerint et habitaverint in futurum dictam peciam terre libere possint uti et frui et tenutam corporalemque possessionem sua auctoritate dicte pecie terre ingredi ac eam habere tenere uti et possidere ut superius est expressum sine ipsius comunis Verone sive aliarum singularum personarum contradictione aliqua vel offensa, mandantes universis rectoribus et officialibus dicti comunis Verone ac quibuscumque aliis singularibus personis nostre iurisdictioni subiectis tam presentibus quam futuris presentis date et concessionis seriem inspecturis quatenus predictam datam et concessionem nostram gratis affectibus et effectibus debeant observare, nec contra illam ratione aliqua modo vel causa seu ingenio facere vel venire sub optentu nostre gratie et amoris. In cuius rei evidens testimonium et noticiam clariorem, presentem concessionem et datam sigilli nostri fecimus apensione muniri. Actum et datum Verone per Bartholomeum notarium de Ferabobus officialem nostrum, die mercurii decimo mensis iullii, millesimo trecentesimo trigesimo primo, indictione quartadecima.

(a) Dei nel sopralineo

Poiché conviene alla casa di Dio la santità, il luogo della quale è collocato nella pace, in modo tale che per la debita venerazione il suo culto sia pacificamente esercitato, è necessario - aderendo alle pie aspirazioni dei più - portare aiuto nelle cose temporali a coloro che sono dedicati al servizio di tale culto. Pertanto noi Alberto e Mastino fratelli della Scala, capitani e signori generali delle città di Verona, Padova, Vicenza, Treviso, Feltre e Belluno, per la devozione a Dio e per l'onore della beata Vergine sua madre, e mossi da un sentimento divino e spinti dall'intuizione della pietà, volendo rinnovare la concessione e effettiva donazione dell'appezzamento di terra sotto descritto fatte al monastero sotto menzionato dal defunto magnifico signore signor Cangrande della Scala di venerata memoria, per il nostro ufficio di capitani del popolo e per la nostra effettiva autorità e in piena consapevolezza concediamo e doniamo al monastero e chiesa di Santa Caterina posta oltre la località Tomba di Verona, e al priore che attualmente governa nel predetto monastero, alla comunità che vive in esso e a chi lo reggerà e abiterà in futuro un appezzamento di terra di 60 campi nella Campagna di Verona presso il sopra detto monastero di Santa Caterina; confina ad esso da una parte la scarpata fluviale del comune di Verona, dall'altra la Campagna del comune di Verona, da un'altra ancora il podere denominato Malafede, da un'altra infine i beni che il monastero predetto di Santa Caterina possiede e detiene; in tal modo che il priore e la comunità che vivrà e abiterà in futuro a Santa Caterina possa possedere e godere i frutti di tale appezzamento, possa con incontestabile autorità entrarne in effettivo possesso, e continuare a possederla nel tempo, come sopra si è detto, senza alcun contrasto o illegittima pretesa in contrario da parte del comune di Verona o di altri singoli. E diamo ordine a tutti gli officiali del comune di Verona e a qualsivoglia altra persona soggetta alla nostra autorità che ora e in futuro vedranno la stesura di questa concessione e donazione di osservare con grati sentimenti e in modo effettivo questa concessione, di non contravvenire ad essa in qualsivoglia modo o per qualsivoglia causa o intenzione, sotto vincolo della nostra benevolenza e del nostro affetto. Per una più evidente testimonianza e una più chiara notificazione di ciò, abbiamo fatto corroborare questa concessione e donazione con il nostro sigillo pendente. Fatto e dato a Verona, dal notaio Bartolomeo da Ferraboi nostro officiale. Mercoledì 10 luglio 1331, nella quattordicesima indizione.