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Nomina di capitano

1380 settembre 13, Verona, in cancellaria aule nostre

I fratelli Bartolomeo e Antonio della Scala, vicari imperiali di Verona <e Vicenza>, costituiscono Alberto di maestro Gregorio capitano e rettore di Legnago e altre località della pianura veronese, con l'autorità di sentenziare in materia civile sino a lire 50 e in materia penale sino a lire 25, e con altre prerogative.

Originale (A), Archivio di Stato di Verona, Archivio antico del comune, perg. 45.

Nel verso, sul lato corto, "C.C. p° m. 4 n° 9"; al centro, nel senso della scrittura, di mano del sec. XV: "1380. Comissio capitaneatus Leniaci facta per illos de la Scala super bannis et manifestis et quod possit cognoscere in civilibus"; sotto, aggiunto da altra mano pure del sec. XV: "usque ad quinquaginta libras".
Sotto il testo, a sinistra, la seguente annotazione relativa alla pubblicazione del provvedimento, avvenuta il 23 settembre 1380 a Legnago (Verona), e dovuta alla mano del notaio "[……] de Ramondo", che fu forse l'estensore dell'intero testo: "Presentata fuit suprascripta littera sive privilegium concessionis et lecta et vulgarizata publice per sapientem et discretum virum dominum Bernardum iudicem de Bene sub domo comunis Leniaci die dominico vigessimo tercio septembris anno Domini M° IIIc LXXX° indictione IIIa, presentibus sapiente et discreto viro domino Benaxuto de Venegis iudice de Verona, Lapo quondam domini Chelucii capitaneo Porti et Petro quondam domini Laurencii capitaneo in rocha Leniaci testibus et aliis. Ego [……] notarius de Ramondo scripsi die suprascripto".

Pergamena rigata, mm. 305x250, gravemente mutila nella parte destra; inchiostro marrone. Quattro tagli segnalano il luogo del sigillo a secco, perduto.

Testo

Nos Bartholomeus et Anthonius fratres de la Scala, Verone etc. imperiales vicarii generales. Universis et singulis vicariis, massariis, comunibus et hominibus infrascriptarum terrarum seu villarum fidelibus nostris gratiam nostram et obedi<enti>am mandatorum. Cupientes vos et terras nostras sub bono et ordinato regimine gubernari, necnon de fide legalitate et industria providi viri Alberti de magistro Gregorio dilecti civis nostri harum ostensoris plenarie confidentes, eundem tenore presentium constituimus, facimus et creamus capitaneum et rectorem infrascriptorum comunium sive villarum nostri Veronensis districtus, concedentes eidem quod dicti capitaneatus officium exercere possit et debeat usque ad nostre beneplacitum volu[nta]tis, cum arbitrio et bailia reddendi ius unicuique persone coram eo legitime comparenti usque ad summam quinquaginta librarum in civil[ibus …… vigin]tiquinque in criminalibus, secundum tamen formam et ordinem statutorum nostrorum factorum de mense septembri presenti que sibi dari fecimus. N[ecnon ……… senten]tiandi, condemnandi, manifestandi, absolvendi, banna tallas condemnationes et manifestationes exigendi, officiales mitten[di], […………] si placuerit eidem revocandi, et generaliter quecumque alia operandi et exercendi que ad dictum capitaneatus officium pertiner[e ……………] et que statum et honorem nostrum respiciant et concernant, cum omnibus iurisdictionibus, salariis, emolumentis, honoribus et utili[tatibus ……………] eidem secundum statuta predicta et non aliter. Mandamus itaque universis et singulis vicariis, massariis, comunibus et hominibus d[……………]larum quatenus supradicto Alberto capitaneo nostro constituto obedire debeant integraliter tamquam nobis in omnibus que ad of[ficium] ……………]ant quoquo modo, et que statum nostrum respiciant et honorem, penis et bannis singulis contrafacientibus arbitrio nostro aufe[……]. [Datum Vero]ne in cancellaria aule nostre, die XIII° septembris MCCCLXXX°.
Nomina terrarum seu villarum sunt: Leniacum cum suis pertinentiis, Villabartholomea, Spinembechum cum Sp[inembechino, Casta]gnarium, Sostegnentia cum Margada, Cereta, Asenogna, Malavesina, Henglarium, Rupeclaria, [Rupeclaria Casellarum], Rupeclaria Sancti Petri, Casalavonum, Sanguenedum, Maxagie, Concamarixium, Corigium totum, [………., Blon]de Visegne, Hengaçata, Macachara, Villabrexana, Sparedum, Tavanaria, Roncanova, Gad[ium], […………….], Nogaria.

Traduzione

Noi Bartolomeo e Antonio della Scala fratelli, vicari generali imperiali di Verona ecc. A tutti i vicari, massari, a tutte le comunità e agli uomini delle località e villaggi qui sotto scritti si indirizzi la nostra grazia, e se ne abbia l'obbedienza agli ordini. Desiderando che voi e le terre a noi soggette siano rette da un governo buono e efficace, e inoltre avendo piena fiducia nella lealtà, nella correttezza e nella operosità del provvido uomo Alberto di maestro Gregorio, diletto nostro cittadino e latore della presente, con questa lettera lo costituiamo e creiamo capitano e rettore dei sotto scritti comuni rurali e villaggi del nostro distretto veronese, concedendogli di poter esercitare l'ufficio del detto capitaniato a nostra discrezione, con autorità e potere di rendere giustizia a chiunque si presenti legittimamente di fronte a lui fino alla somma di lire 50 in materia civile e di lire 25 in materia penale, secondo le norme e le forme degli statuti redatti nel mese di settembre, che gli abbiamo fatto consegnare. Inoltre (gli conferiamo l'autorità) di emettere sentenza, di condannare, di denunciare, di assolvere, di esigere banni, taglie, condanne e ammende, di inviare officiali (….) e di revocarli se lo riterrà opportuno, e in generale di fare qualsiasi altra cosa che concerna il detto ufficio di capitaniato e che riguardi il buon ordine del nostro governo, con tutti i diritti giurisdizionali, il salario, gli emolumenti, le prerogative e i cespiti (che spettino) a lui secondo i redetti statuti e non altrimenti. Ordiniamo perciò a tutti e ciascun vicario, massaro, comune rurale e persona dei (citati) villaggi che debbano obbedire al sopra detto Alberto, costituito nostro capitano, in tutto e per tutto come a noi per tutto quanto concerne detto ufficio e che riguardi il buon ordine del nostro governo, con pene e bandi da infliggere ai contravventori a nostra discrezione. (Dato) a Verona, nella cancelleria della nostra corte, il 13 settembre 1380.
I nomi delle località ovvero villaggi sono i seguenti: Legnago con le sue pertinenze, Villabartolomea, Spinimbecco con Spinimbecchino, Castagnaro, Sustinenza con Margada, Cerea, Aselogna, Bonavicina, Angiari, Roverchiara, Caselle di Roverchiara, S. Pietro di Roverchiara, Casaleone, Sanguinetto, Maxagie, Concamarise, tutto Correzzo, Bionde di Visegna, Engazzà, Maccacari, Villabrexana, Asparetto, Tavanara, Roncanova, Gazzo, (…), Nogara.

Commento

A partire dal 1339 (pace di Venezia, susseguita alla sconfitta che le repubbliche di Venezia e di Firenze, con un'ampia coalizione di stati italiani, inflissero a Mastino II della Scala), i dominii scaligeri si restrinsero rapidamente, ai soli territori di Verona e di Vicenza: un assetto territoriale che rimase pressoché immutato per quasi mezzo secolo, sino alla fine della signoria scaligera (1387).

Come si è visto nelle schede precedenti, in un modo o nell'altro nella documentazione scaligera della prima metà del Trecento - con particolare evidenza sino agli anni Trenta - rimase evidente la traccia, e quasi la necessità, di una evidenziazione del ruolo del notaio: persino nella documentazione di metà secolo, prodotta e "firmata" dal notaio Guberto Nichesola, che ha ormai assunto con franchezza le caratteristiche della lettera patente.

L'unica esemplificazione che qui si presenta della produzione cancelleresca scaligera di età tarda è costituita da un prodotto "seriale", che rispecchia il ripiegamento su se stesso del dominio scaligero, contrassegnato durante la dominazione di Cansignorio (1359-1375) e durante la dominazione di Bartolomeo II e Antonio della Scala (1375-1380 ; nel periodo successivo, con la signoria del solo Antonio della Scala, gli orientamenti politici erano destinati a modificarsi) da una sostanziale prudenza e piuttosto da un'attitudine a un riordinamento e a un riassestamento interno. In questo senso vanno intese le riforme amministrative elaborate da Cansignorio della Scala, che sfociano nella costituzione dei capitaniati. In questo senso, appunto, la lettera patente mediante la quale i due signori nominano Alberto di maestro Gregorio capitano e rettore, con ampie prerogative giurisdizionali, di Legnago e di una serie di villaggi ubicati nella pianura di Verona, è un prodotto di serie: di capitaniati analoghi ne furono creati almeno una dozzina, se non di più nei territori di Verona e di Vicenza.

In rapporto alle sue caratteristiche (puramente funzionali: il privilegio è dato in mano allo stesso destinatario, che ne è il latore e l'ostensor alle popolazioni soggette, come esplicitamente si afferma) e alla sua destinazione, il documento non è privo, quanto al tenore, di una certa sostenutezza ed efficacia: che si esprime nella pur asciutta arenga e in una corretta articolazione sintattica. Alcune delle formule adottate hanno un sapore di novità, rispetto alla tradizione della documentazione scaligera dei decenni precedenti: come l'espressione "cupientes vos et terras nostras sub bono et ordinato regimine gubernari".

Dal punto di vista della cultura politica, è da rimarcare - come in genere nella produzione documentaria scaligera più tarda, che resta peraltro ancora da indagare in maniera adeguata - l'assenza di quel riferimento all'arbitrium che sorreggeva in gran parte della documentazione della prima metà del Trecento la plenitudo potestatis dei signori. (cfr. BARTOLI LANGELI, Diplomi scaligeri, p. 82). Disinteressarsi dell'arbitrium significa non aver più la percezione di quella "norma", rispetto alla quale in qualche misura l'arbitrium (rispetto agli statuti, per esempio) costituiva una deroga. L'arbitrium e la bailia in questo contesto sono riferite all'esercizio della funzione giurisdizionale che è destinatario di questo privilegio.

Bibliografia

A. BARTOLI LANGELI, Diplomi scaligeri, in Gli Scaligeri 1277-1387. Saggi e schede raccolti in occasione della mostra storico-documentaria, (Verona, Museo di Castelvecchio, giugno-novembre 1988), a cura di G. M. Varanini, Verona 1988, pp. 77-90 [Disponibile anche on line: Scrineum - Biblioteca, http://scrineum.unipv.it/biblioteca/diplomi-scaligeri.pdf].

Edizione, traduzione, commento: Gian Maria Varanini

Revisione redazionale e codifica: Gianmarco De Angelis