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Una collana di fonti vaticane per la storia della Lombardia sforzesca (per Patrizia Merati - © Scrineum 2000)

 

Materiali di storia ecclesiastica lombarda (secoli XIV-XVI).
Collana diretta da Giorgio Chittolini.
Edizioni UNICOPLI

Camera Apostolica. Documenti relativi alle diocesi del ducato di Milano.

I. I "libri annatarum" di Pio II e Paolo II (1458-1471), a cura di Michele Ansani, Milano 1994, pp. 478, ISBN 88-400-0349-5, L. 85.000.

II. I "libri annatarum" di Sisto IV (1471-1484), a cura di Gianluca Battioni, Milano 1997, pp. 802, ISBN 88-400-0487-4, L. 95.000

III. I "libri annatarum" di Innocenzo VIII (1484-1492), a cura di Patrizia Merati, Milano 2000, pp. 438, ISBN 88-400-0659-1, L. 55.000.


Nella premessa al primo volume della serie Camera apostolica, pubblicato nel 1994, il direttore di collana Giorgio Chittolini così scriveva: “E’ ben nota la ricchezza del materiale documentario che gli archivi romani conservano a partire dagli ultimi secoli del Medioevo: un materiale di enorme importanza per la storia delle diocesi di gran parte della Cristianità, soprattutto in un periodo in cui Roma viene acquistando crescenti prerogative di giurisdizione e di governo, e si afferma in particolare come punto di passaggio obbligato nell’assegnazione dei benefici maggiori. Altrettanto nota tuttavia è la limitata o scarsa utilizzazione di questo materiale, anche perché i documenti sono conservati in fondi archivistici diversi, assai vasti e spesso miscellanei, cosicché il loro reperimento risulta non sempre agevole”. Sottolineava così da un lato le potenzialità della documentazione prodotta dal papato ai fini degli studi storici, dall’altro le difficoltà connesse alla sua consultazione ed al suo sfruttamento, per più di un motivo. Per cercare di fornire almeno una parte dei dati offerti dai registri della Camera apostolica nasceva il progetto omonimo, che si proponeva di pubblicare gli atti concernenti le diocesi del dominio sforzesco (Alessandria, Bobbio, Como, Cremona, Lodi, Luni e Sarzana, Milano, Novara, Parma, Pavia, Piacenza, Tortona) e contenuti nei libri annatarum. Questi ultimi contengono obbligazioni e note di restituzione relative all’annata, ossia una tassa cui erano soggetti i detentori di benefici ecclesiastici; essa era pari alla metà delle rendite del primo anno di godimento del beneficio stesso.

Ovviamente, questo particolare genere di fonti pone problemi anche dal punto di vista diplomatistico: innanzi tutto la differenza fra le uniche due tipologie documentarie, obligationes pro annatis e bulle restitute absque obligatione, ha comportato la divisione dell’edizione in due parti, cosa che, del resto, rispecchia la struttura fisica dei registri. Pure suggerita dall’intento di render conto il più fedelmente possibile della disposizione originale del testo nella pagina è stata la scelta di alcuni accorgimenti grafici. Inoltre, si dovevano tenere presenti le caratteristiche stesse dei documenti da pubblicare: la loro natura di registrazioni d’ufficio, il formulario ridotto al minimo, la ripetitività, la presenza di annotazioni cronologicamente posteriori. Infine, si devono tenere presenti le vicissitudini subite dai libri annatarum: in epoca napoleonica furono trasportati da Roma a Parigi, poi restituiti, ma solo in parte, all’Archivio di Stato della capitale italiana; infine, nel XX secolo pervennero all’Archivio Segreto Vaticano. Com’è facilmente intuibile, tutti questi spostamenti, uniti all’azione del tempo, hanno provocato perdite e danneggiamenti, tanto che, per quanto riguarda alcuni pontificati, ne rimangono solo pochi frammenti; inoltre, tutti i volumi rimasti in Francia sono stati gravemente rovinati dall’umidità. Fortunatamente, l’organizzazione burocratica della Camera comportava la tenuta di più registri, per documentare le varie fasi dell’acquisizione delle entrate spirituali e per consentire controlli incrociati da parte dei responsabili. Ciò ha permesso di integrare le lacune, sfruttando soprattutto le attestazioni dei rilasci di quietanze, che gli interessati ottenevano versando la somma per la quale avevano contratto l’obbligazione, iscritta a sua volta nei libri delle annate. Allo scopo di fornire il maggior numero di informazioni possibili sulle varie vertenze testimoniate negli atti, in calce a ciascuno sono stati segnalati i riscontri nei volumi prodotti dalle diverse sezioni della Camera apostolica (Distributiones bullarum, Diversa Cameralia, Introitus et Exitus, Obligationes communes, Obligationes particulares, Obligationes et Solutiones, Quitanciae, Resignationes, Taxae), attraverso le quali si svolgeva l’iter dell’assegnazione dei benefici, nonché i dati provenienti dalla bolla di concessione. Correda le edizioni un utile strumento di lavoro, ossia un dettagliato indice dei nomi di persona, di luogo e di istituzioni ecclesiastiche.

Il primo tomo della serie Camera apostolica, che copre l’arco temporale dei regni di Pio II e Paolo II (1458-1471), ha affrontato per la prima volta tutti questi problemi, fornendo un modello editoriale per quelli che l’avrebbero seguito. Inoltre, il curatore ha fatto precedere il testo da una corposa introduzione, che descrive minutamente le articolazioni delle partizioni interne degli uffici camerali, il personale in essi impiegato, le procedure di collazione dei  benefici e le carte prodotte nei diversi momenti che andavano dall’assegnazione alla consegna della bolla.

Dopo il secondo volume, dedicato al pontificato di Sisto IV (1471-1484), ha di recente visto la luce il terzo, concernente gli anni di Innocenzo VIII (1484-1492). Dal punto di vista della gestione finanziaria, che ha lasciato le sue tracce nella documentazione camerale, quest’ultimo papa apportò un’innovazione: per tentare di risolvere i molti problemi posti dalla cronica mancanza di contante, si decise di appaltare la riscossione delle entrate spirituali ad un consorzio di banchieri. Dall’esame delle scritture legate alla procedura e delle loro modificazioni, si possono trarre delle conclusioni sull’effettivo successo dell’iniziativa. Sembra, infatti, che i meccanismi connessi al contratto, se dapprima parvero necessitare di un certo lasso di tempo per trovare concreta applicazione, affermarsi ed entrare nella normale procedura, passato questo momento di fisiologico assestamento iniziarono a lavorare a pieno ritmo e lasciarono la loro impronta nella documentazione. I due elementi che l’analisi intrapresa ha messo in luce, ossia il progressivo aumento percentuale dei versamenti di annate trattati dai maggiori appaltatori e la graduale e parallela scomparsa di concorrenti in quest’ambito, può essere interpretata come un altro aspetto di quella razionalizzazione nel campo delle finanze in generale, e in particolare in quello così intricato e talvolta aleatorio delle entrate spirituali, di cui l’appalto del 1486 è stato interpretato come una delle manifestazioni più significative. Il quadro delineato, infatti, conferma l’idea di una sempre maggiore specializzazione e ripartizione delle competenze all’interno del consorzio degli investitori, pur mantenendosi nell’ambito di una complessiva unità di azione.

Un quarto volume della serie Camera apostolica risulta attualmente in preparazione, mentre, parallelamente a questa, è già partita un’iniziativa simile rivolta però allo studio dei registri delle suppliche all’interno della collana “Materiali di storia ecclesiastica lombarda”, segno del notevole interesse che le fonti romane continuano a suscitare.

Patrizia Merati


    Ultimo aggiornamento:
    11 febbraio 2010

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