Scrineum


Presentazione

Scrineum nasce nell'autunno del 1999, dopo alcuni mesi di 'prove tecniche' e di discussioni. A promuovere l'iniziativa fu un gruppo di studiosi sparsi nelle sedi universitarie settentrionali, tra Pavia e Milano, Genova, Torino e Padova, con obiettivi chiari e circoscritti: costituire uno spazio destinato, da una parte, alla rapida circolazione (in anteprima) di materiale già collocato su riviste scientifiche o in atti di congressi e convegni; dall'altra, a una sperimentazione delle tecnologie digitali, e in particolare dei sistemi di codifica testuale, applicandoli al lavoro di edizione documentaria che, a Pavia, da molti anni era stato avviato.
Nel 2003, a valle di una vivace discussione tra i componenti della redazione (nel frattempo allargata ad altre presenze), si decise di ricalibrare l'iniziativa, soprattutto alla luce del rapporto con un editore specializzato (la Firenze University Press), e di tutte le garanzie che tale nuovo contesto comportava (deposito dei materiali presso la Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, descrizione bibliografica dei contenuti, autenticità delle pubblicazioni e così via).
Il conseguente varo della sezione Rivista, tuttavia, non ha cambiato la fisionomia complessiva e la dimensione progettuale di Scrineum. Piuttosto occorre sottolineare come esse si vengano ulteriormente precisando nel tempo, definendo con sempre maggiore dettaglio l'ipotesi più ambiziosa, l'obiettivo autentico di una realizzazione di questo genere: la graduale costruzione di un insieme collegato di testi, materiali, strumenti, che miri a fornire un quadro vivo dei metodi, delle pratiche e dei temi di ricerca intorno ai quali si sono costituite e consolidate le discipline del libro e del documento medievale. Un 'album' della tradizione, in sostanza, su cui si apre una riflessione, proprio mentre si spera di arricchirlo con nuove pagine.
Certamente l'obiettivo è ambizioso. Ma potrebbe risultare addirittura necessario quando ne siano condivisi alcuni presupposti; per esempio, l'esigenza di disporre di uno strumento di connessione e di scambio disciplinare diverso da quelli abituali (i convegni periodici a tema; le numerose riviste entro cui frammentariamente si disperde la produzione degli studiosi; gli annuari e così via), ad essi non alternativo, bensì strutturalmente complementare. D'altra parte, l'identità della nostra piccola comunità di ricerca (così fortemente ancorata alla sua tradizione) pare oggi messa a rischio da numerosi fattori: non ultimi i ridotti spazi agibili nei labirinti delle infinite riforme universitarie, o le difficoltà nel mantenere in vita, come principali esperienze formative, i dottorati di ricerca; soprattutto, in prospettiva, la possibile 'condanna' a una perifericità nell'universo a sua volta periferico delle discipline storiche e testuali.
A queste e a molte altre esigenze si cerca con l'insieme delle attività, delle iniziative, dei cantieri aperti in Scrineum di dare una risposta essenzialmente operativa. Un luogo che si vorrebbe, col tempo, fosse avvertito da molti non estraneo o estraniante (come talvolta ancora risulta il digitale per chi è affezionato alla buona, vecchia carta stampata), bensì come patrimonio comune, accessibile e migliorabile.

Comitato scientifico: Michele Ansani, Cristina Carbonetti, Gianmarco De Angelis, Paola Degni, Simona Gavinelli, Antonella Ghignoli, Pär Larson, Sandra Macchiavello, Marilena Maniaci, Cristina Mantegna, Antonino Mastruzzo, Antonio Olivieri, Marco Palma, Laura Pani, Antonella Rovere, Francesca Santoni.

11 febbraio 2010