Scrineum


Scrineum Rivista 2 (2004)

Ricerche in corso

 

Luca Cardin

La scrittura esposta a Roma fra tarda antichità e alto medioevo (secoli IV-IX): società e produzione grafica a confronto

© Luca Cardin  per "Scrineum Rivista"

Citabile come Luca Cardin, La scrittura esposta a Roma fra tarda antichità e alto medioevo (secoli IV-IX): società e produzione grafica a confronto, in "Scrineum Rivista" 2 (2004), url: <http://scrineum.unipv.it/rivista/2-2004/ricerca-cardin.html>


La ricerca, che si svolge presso il Dipartimento di Teoria e Documentazione delle Tradizioni Culturali dell'Università di Siena, nell'ambito della Scuola di Dottorato in "Contenuti, problemi e strumenti della comunicazione" – sezione Scienze del libro, si propone di indagare le scritture esposte presenti a Roma nel periodo di transizione tra il IV e il IX secolo [1].

Il passaggio tra la tarda antichità e l'alto medioevo è sempre stato ricco di problematiche collegate al carattere sfuggevole, incerto ed indefinito del periodo stesso. Roma si trova a vivere un momento alquanto particolare della propria storia, un periodo di grosse trasformazioni, di mutamenti in campo sociale, politico e culturale, a cui corrisponde anche una mutata percezione della prassi epigrafica. La sopravvivenza delle strutture materiali della città tardo antica e la loro continuità nella città alto medievale è l'argomento principale da cui deve partire chi pensa che lo studio della storia propriamente detta non possa prescindere dall'analisi dei prodotti materiali e, tra questi, alla produzione epigrafica va riconosciuto un posto di primissimo piano, essendo il "prodotto pił tipico della civiltà urbana".

I materiali da catalogare vengono analizzati sotto il profilo paleografico e testuale e quindi posti in relazione con le fonti scritte coeve prodotte nel medesimo territorio (codici e documenti). Successivamente si avvierà un'ulteriore indagine nel campo della società in generale e della committenza in particolare, e si cercherà di evidenziare le diverse interazioni reciproche, importanti per comprendere la vitalità scrittoria dell'epoca e il livello culturale generale, verificare l'appartenenza di scritture differenti ad ambienti di produzione differenziati. Si confronteranno, poi, anche i materiali d'arredo liturgico coevi presenti negli stessi luoghi e che possono essere stati prodotti all'interno delle stesse officine. Fine ultimo del progetto è quello di tentare una ricostruzione non solo di una storia della cultura scritta del periodo, ma anche di una storia della comunicazione del sapere, della comunicazione del pensiero e degli strumenti elaborati per garantire la diffusione sociale del sapere, dei loro momenti e luoghi d'uso. Per ciò si tenterà di evidenziare le relazioni esistenti tra società e cultura scritta e i processi di interazione tra cambiamenti sociali e produzione grafica, verificando l'evoluzione sincronica, all'interno di uno stesso processo grafico, delle scritture librarie distintive e d'apparato e di quelle epigrafiche.

La quantità dei materiali da catalogare (circa 45000 documenti epigrafici) impone alcune scelte di carattere metodologico. Per poter procedere, ci si dovrà dotare di uno strumento che permetta di catalogare ciascuna epigrafe a seconda di diversi campi tipici dello studio paleografico ed epigrafico. È necessario inserire ogni iscrizione in uno schema complessivo ben definito in modo da poter, una volta inseriti tutti i dati, incrociarli tra loro, scremarli, elaborare i risultati ed estrapolare i caratteri comuni che permettano di ragionare ed inquadrare l'evoluzione della scrittura nel periodo in questione. Da qui la necessità di costruire una base di dati.

Il punto di partenza della ricerca è l'analisi di un testo fondamentale ed assolutamente indispensabile per lo studio delle iscrizioni cristiane di Roma: le Inscriptiones Christianae Urbis Romae (ICUR). Dopo l'impulso ed il gran lavoro compiuto da Giovan Battista de Rossi, questa raccolta è stata ripresa da Angelo Silvagni, a partire dal 1922, e da molti altri che hanno portato la nova series fino al decimo volume. Nell'ICUR sono catalogate quasi 28000 iscrizioni quasi esclusivamente funerarie, suddivise per luogo di ritrovamento e di collocazione. Secondo fondamentale strumento di riferimento: i Monumenta Epigraphica Christiana (MEC) di Angelo Silvagni, raccolta di iscrizioni che copre un arco temporale vastissimo, dal III al XIII secolo; lo straordinario apparato fotografico in esso contenuto è essenziale ed indispensabile. Infine le Inscriptiones Latinae Christianae Veteres (ILCV), dove sono recensite altre iscrizioni di ambito diverso, soprattutto dedicatorie e commemorative. Ed ancora si dovranno indagare le iscrizioni non inserite in queste grandi raccolte poiché ritrovate successivamente alla loro pubblicazione e recuperate attraverso le relazioni di scavo.

La prima parte dell'indagine riguarderà i prodotti epigrafici per i quali è possibile rintracciare una datazione certa, in modo da avere, attraverso lo studio paleografico dei manufatti, una scala cronologica abbastanza precisa alla base, per poi poter procedere con uno studio "evoluzionistico" della scrittura. Raggiunto un insieme di prodotti rappresentativi dei diversi momenti, dei diversi contesti ed ambienti di produzione, inserendo nella ricerca anche i prodotti non datati, a cui si tenterà di dare una proposta di datazione, attraverso il confronto con gli altri prodotti, comincerà la verifica sul campo, ovvero l'inserimento dei dati, in parte assunti dai testi sopra indicati, in parte ottenuti attraverso l'osservazione diretta dei manufatti. Per le iscrizioni che non sono visibili direttamente nelle chiese e nei musei romani, ci si avvarrà degli apparati fotografici che corredano le edizioni delle ICUR e dei MEC.

Identica metodologia si osserverà per il confronto con le scritture distintive e d'apparato presenti nei testi prodotti e realizzati sugli altri supporti del periodo (codici, documenti), per lo studio dei quali si utilizzeranno i Codices Latini Antiquiores (CLA) di E. Lowe.

Per il confronto testuale si utilizzerà il Liber Pontificalis, dal quale non si può prescindere se si intende confrontare e studiare gli aspetti della storia materiale (le iscrizioni) con quelli della storia testuale (i testi scritti).

Lo studio dell'epigrafia, intesa come storia della scrittura epigrafica ovvero paleografia delle iscrizioni, rappresenta solo una parte di quella storia della cultura scritta che è stata analizzata e studiata nel tempo da diversi specialisti. I diversi confronti e le comparazioni tra gli ambienti e modi di scrittura sono necessari per verificare la possibilità che l'utilizzo di diverse tipologie scrittorie nei diversi ambiti d'applicazione e d'uso e da parte delle diverse committenze avvenga all'interno dello stesso processo grafico che segue, d'altra parte, modalità evolutive proprie a seconda dei diversi ambienti.

Note

[1] Per la bibliografia essenziale si vedano C. Carletti, Dalla "pratica aperta" alla "pratica chiusa": produzione epigrafica a Roma tra V e VIII secolo, in Roma nell'alto medioevo (XLVII settimana di studio del CISAM), Spoleto, 2001, pp. 325-399; F. De Rubeis, Epigrafi a Roma dall'età classica all'alto medioevo, in Roma dall'antichità al medioevo. Archeologia e storia, Roma, 2001, pp. 104-121; N. Gray, The Paleography of Latin Inscriptions in the Eight, Ninth and Tenth Centuries in Italy, in «Papers of British School of Rome», XVI (1948), pp. 38-163; A. Petrucci, L'onciale Romana. Origini, sviluppo e diffusione di una stilizzazione grafica altomedievale (sec. VI-IX), in «Studi medievali», Serie 3a, XII (1971), Spoleto, 1972, pp. 75-132; P. Supino Martini, Aspetti della cultura grafica a Roma fra Gregorio Magno e Gregorio VII, in Roma nell'alto medioevo (XLVII settimana di studio del CISAM), Spoleto, 2001, pp. 922-968. Le principali raccolte di facsimili e repertori che si utilizzeranno sono E. A. Lowe, Codices latini antiquiores, I-XI e Supplementum, Oxford, 1934-1971; G . B. De Rossi, Inscriptiones christianae urbis Romae septimo saeculo antiquiores, I-II, Roma, 1862-1888; A. Silvagni, A. Ferrua, D. Mazzoleni, C. Carletti, Inscriptiones christianae urbis Romae septimo saeculo antiquiores, nova series, I-X, Roma, 1922-1992; E. Diehl, Inscriptiones latinae christianae veteres, I-III, Dublin-Zurich, 1970; Le Liber Pontificalis, ed. Duchesne L., I-II, Paris 1882 (anastatica 1955) ; A. Silvagni, Monumenta Epigraphica christiana saeculo XIII antiquiora quae in Italiae finibus adhuc exstant edita, I, Roma, in Civitate Vaticana, 1943.