|
Patrizia
Merati
Il
Rigestum comunis Albe:
la struttura di un liber iurium
dal progetto originario alla fisionomia attuale
Abstract
Il Rigestum comunis Albe è uno dei più antichi
libri iurium piemontesi ed è stato utilizzato per numerosi studi di carattere sia storico, sia diplomatistico; nonostante ciò, dopo la pubblicazione dell’edizione (1903) e per tutto il ventesimo secolo si erano perdute le tracce del codice. Il suo ritrovamento, nel 2003, ha consentito di svolgere un’analisi delle caratteristiche strutturali del volume, di ricostruire la sua fisionomia originaria, di ripercorrerne le
vicende: il liber, di conseguenza, non è più soltanto contenitore delle fonti per la storia della città, ma anche protagonista di una propria storia.
La prima parte, risalente al 1215, è una riproduzione fedele di tutto il materiale contenuto nell’archivio civico, a cui sono stati aggiunti vari aggiornamenti; si rileva inoltre l’uso di inserire scritture di genere diverso, dagli elenchi di banditi ai capitoli statutari. L’analisi della forma e del contenuto delle unità di cui è composto il
liber permette di stabilire che, rispetto al progetto originale, sono cambiate sia la loro sequenza, sia il loro numero. La consuetudine di tenere a lungo i fascicoli sciolti, per utilizzarli più agevolmente negli uffici comunali, ne provocava spesso l’errata ricollocazione:
in ciò si deve ricercare la causa della loro rilegatura disordinata e anche dell’inclusione di pezzi estranei. È anche verosimile che ci siano state delle perdite, anche se non è possibile quantificarle. Si delinea così un’immagine del
Rigestum diversa da quella attuale; l’elemento che rimane costante,
tuttavia, è l’identità del volume che, sia pure in circostanze mutate, riesce a soddisfare le esigenze di conservazione della documentazione
comunale che hanno portato alla sua stesura.
The Rigestum comunis Albe is one of the earliest
libri iurium in Piemonte and it has been used for a lot of papers about history and diplomatics; nevertheless, after the publication of the critical edition (1903) the codex was lost. Its founding, in 2003, allowed to analyse the book's structure, to reconstruct its original appearance, to trace the events of its life, so that the liber is not only the case of the sources for the history of the town, but also the protagonist of its own
history.
The first part (1215) is a faithful reproduction of the whole content of civic archive; after that, periodical updates have been added. Moreover, the scribes used to record on its pages also different kinds of documents, such as banishment lists or statutes’ articles. The form and content analysis of the unities composing the
liber let us understand that, in comparison to the orginal project, both their sequence and their number have changed. The use of keeping fascicles unbound, so to make them easier to use in communal offices, was often the cause of their misplacing: because of that, they have been bound in the wrong order and material that was not part of the book has been included. It is likely that there have been some losses, but they are impossible to quantify. So we see a picture of the Rigestum which is different from today’s, but the constant element is the book’s identity: although in changed conditions, it succeedes in meeting the communal records’ conservation needs that led to its
drafting.
©
Patrizia Merati per "Scrineum Rivista"
Download
del testo (PDF - 416 KB)
Citabile
come Patrizia Merati, Il
Rigestum comunis Albe:
la struttura di un liber iurium
dal progetto originario alla fisionomia attuale, in "Scrineum
Rivista" 4 (2006-2007), url: <http://scrineum.unipv.it>
|